Editoria/governo Usa porta Apple in tribunale su cartello e-book

Tre dei cinque editori coinvolti hanno già  patteggiato
New York, 11 apr. (TMNews) – Il ministro della Giustizia Usa Eric Holder ha annunciato che il suo dicastero porterà  in tribunale Apple e due editori mentre “ha già  raggiunto un accordo” con gli altri tre editori americani coinvolti per una presunta intesa lesiva della concorrenza per alzare i prezzi degli e-book. “In precedenza – ha spiegato il ministro – avevamo presentato una causa presso il tribunale distrettuale di New York contro Apple e cinque grandi editori (Hachette, HarperCollins, Macmillan, Penguin e Simon&Schuster), tre di questi (Hachette, HarperCollins e Simon&Schuster) hanno proposto di patteggiare”.
Dopo aver spiegato che l’indagine era partita nell’estate 2009, Holder ha sottolineato che, se approvato, il patteggiamento permetterà  ai rivenditori come Amazon e Barnes & Nobles di ridurre il prezzo dei libri elettronici e imporrà  agli editori di terminare l’accordo con Apple -che garantiva al colosso di Cupertino una commissione del 30%.
“Le azioni di oggi dimostrano che la divisione Antitrust è attenta e non esiterà  a proteggere i consumatori americani”, ha concluso Holder accompagnato dal dal direttore della divisione Antitrust Sharis Pozen e dal procuratore generale del Connecticut George Jepsen.
Secondo la rete televisiva Cnn, la causa è legata al lancio dell’iPad e della libreria virtuale dell’azienda fondata da Steve Jobs, iBooks; ed era mirata a erodere la quota di Amazon nel mercato dei lettori elettronici. Anche gli editori avevano interesse a fare cartello contro Amazon. Grazie al dominio esercitato dal Kindle, il rivenditore online obbligava gli editori a vendere buona parte dei libri sottocosto, a 9,99 dollari. Il caso è sorto perché gli e-Book sono sottoposti ad un regime di       vendita diverso dai libri tradizionali: questi ultimi vengono       infatti venduti a un prezzo all’ingrosso deciso dagli editori       (circa la metà  del prezzo di copertina) al quale si aggiunge il       margine del venditore. Gli e-Book invece sono offerti tramite il       “modello agenzia”, suggerito a suo tempo da Steve Jobs: ovvero,       le case editrici stabiliscono direttamente il prezzo finale, di       cui il venditore ottiene il 30%. Il metodo sarebbe stato adottato dalla Apple per impedire ad       altri retailer come Amazon – che praticava una politica di prezzi       molto aggressiva – di dominare il mercato grazie ai forti sconti:       il risultato però è stato quello di far diventare gli e-Book più       costosi, motivo per cui il Dipartimento ha deciso di aprire       un’inchiesta.

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