Rai: vigilanza due volte in panne, sul Cda si rivota oggi

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(ASCA) – Roma, 4 lug – Due scrutini andati a vuoto in serata, dopo che la settimana scorsa Lega Nord e Pdl avevano fatto mancare il numero legale. La commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai e’ stata riconvocata oggi, per la terza volta, alle 13,30 per un ulteriore scrutinio che dovrebbe eleggere i sette componenti del Cda del servizio pubblico di nomina parlamentare da affiancare ad Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi, presidente e direttore generale indicati dal governo. La prima ha inoltre bisogno di ricevere un voto di gradimento da parte dei membri della Vigilanza, mentre Gubitosi non fara’ parte del Cda a differenza di Marco Pinto, indicato dal Ministero del Tesoro come azionista della Rai. Ieri sera alle 20, quando iniziavano le prime operazioni di voto, i giochi sembravano fatti dopo una serie di contatti e di colpi scena. La Lega Nord, con Davide Caparini, capogruppo in commissione, confermava l’ indicazione della scheda bianca per se’ e i suoi due colleghi che fanno parte della Vigilanza: ”Non siamo la stampella del Pdl. Ci divide l’ atteggiamento verso il governo Monti che per noi e’ pregiudiziale. Se votassero la nostra mozione di sfiducia verso il ministro Fornero, allora potremmo riparlarne”. A cambiare posizione era invece l’Idv, dopo aver annunciato per settimane la non partecipazione al voto come protesta per il metodo lottizzatorio di elezione del Cda. ”Voteremo una donna e voteremo per non lasciare un consigliere in piu’ al centrodestra”, annunciava Antonio Di Pietro a meta’ pomeriggio mandando un segnale distensivo al Pd che solitamente rimprovera all’ex magistrato di non avere un atteggiamento solidale verso il centrosinistra. Dopo la dichiarazione del leader dell’Idv, le previsioni sul voto dei quaranta membri della Vigilanza erano a favore del centrosinistra che poteva eleggere con alleanze trasversali quattro consiglieri su sette. Da qui il successivo attivismo di Alessio Butti, capogruppo del Pdl in Vigilanza, per evitare la debacle e convincere i parlamentari del Carroccio a cambiare posizione. La pressione sull’ex partner di governo aveva successo e la Lega Nord cambiava posizione. Anche perche’ c’era stata una telefonata tra Silvio Berlusconi e Roberto Maroni che aveva trovato l’accordo sul nome di Luisa Todini, imprenditrice, ex parlamentare europea di Forza Italia. Caparini era smentito. Al Pdl non e’ stata pero’ sufficiente l’intesa con il Carroccio per eleggere la maggioranza dei sette consiglieri. Alle 9 di sera arrivavano trafilate nella sala stampa di Palazzo San Macuto, dove ha sede la Vigilanza, Flavia Perina (Fli) e Giovanna Melandri (Pd) che annunciavano: ”La candidata Flavia Nardelli ha ottenuto cinque voti, tra cui i nostri e quelli dell’Idv. Ma il primo scrutinio e’ stato annullato su richiesta del Pdl perche’ su una scheda e’ stato scritto Verri e non Verro. Si rivota tra mezz’ora”. Antonio Verro e’ tra i candidati al Cda per il centrodestra. Alla prima votazione in Vigilanza, poi annullata, Luisa Todini, Guglielmo Rositani, Antonio Verro – i candidati di Pdl e Carroccio – hanno ottenuto cinque voti ciascuno, mentre Antonio Pilati, altro candidato del centrodestra, quattro. Cinque voti a testa anche per Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi (votati dal Pd), Rodolfo De Laurentiis (votato dai tre commissari dell’Udc piu’ Riccardo Milana dell’ Api e Luciano Sardelli del Gruppo misto), e Flavia Nardelli. L’esito era un quattro a tre a sfavore di Pdl e Lega Nord. Al secondo scrutinio, secondo quanto riferito da Perina e Melandri, uno dei cinque voti a favore di Flavia Nardelli e’ diventato una scheda bianca. In base al regolamento, la parita’ a quattro voti per Nardelli e Pilati per il settimo posto nel Cda determinava l’annullamento anche del secondo scrutinio. Invece di un ballottaggio tra Nardelli e Pilati, si dovra’ rivotare per l’intero Cda. Dichiara Pancho Pardi, Idv: ”La straordinaria vittoria di Nardelli e’ stata bloccata da un cavillo nel primo scrutinio che il Pdl ha sfruttato a proprio vantaggio”. ”L’accordo tra Pdl e Lega deve aver deluso qualcuno del Pdl che ha votato prima per Nardelli e poi scheda bianca”, e’ l’opinione di Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in Vigilanza. ”Nel centrosinistra evidentemente sanno chi ha votato scheda bianca. La prima votazione si e’ svolta in un clima surreale, perche’ il Pd controllava tutti i voti del suo gruppo”, replica Alessio Butti, capogruppo del Pdl. ”Il Pdl votava con scheda aperta per far vedere ai leghisti il voto a favore di Todini”, e’ la controreplica di Morri. Indice puntato da parte del Pd nei confronti di Marco Beltrandi, deputato radicale eletto nelle liste del partito di Pier Luigi Bersani, che non ha partecipato al voto impedendo, secondo i suoi colleghi di gruppo, l’elezione di Nardelli. Ma Beltrandi ricorda che ”il Pd non ha mosso un dito quando ho chiesto le audizioni sui candidati che hanno presentato i curricula”. Il deputato radicale fa riferimento agli oltre 300 curricula giunti in Vigilanza e che non sono stati presi in visione venendo meno a una innovazione di metodo messa in rilievo alla vigilia dell’elezione del nuovo Cda della Rai. Il braccio di ferro tra centrodestra e centrosinistra si ripete alle 13,30. L’esito e’ ancora una volta incerto.
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