INTERNET: 478 NO, PARLAMENTO EUROPEO SEPPELLISCE ACTA

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(ANSA) – STRASBURGO, 4 LUG – Il Parlamento europeo ha bocciato la ratifica del controverso Trattato Acta sulla contraffazione di beni materiali e la tutela della proprietà  intellettuale su internet. La plenaria di Strasburgo ha espresso 478 no, 39 sì e 165 astensioni. Il trattato presenta vari punti oscuri sulla libertà  digitale ed i diritti fondamentali. Il no della plenaria è arrivato quelli di 5 commissioni competenti: commercio estero, giuridica, industria, libertà  civili, giustizia e affari interni e sviluppo.   La bocciatura da parte del Parlamento europeo implica che il Trattato Acta non potrà  diventare legge nell’Unione Europea né negli stati membri. E’ stata la prima volta che il Parlamento ha esercitato, in abase al Trattatpo di Lisbona, le sue nuove competenze in materia di trattati commerciali internazionali. Il relatore, il laburista britannico David Martin, aveva raccomandato il no per le “preoccupazioni su un trattato troppo vago e aperto a interpretazioni erronee” auspicando però che la Ue trovi “vie alternative per proteggere la proprietà  intellettuale”. Una linea sostenuta anche dal Pd, dove per Roberto Gualtieri oggi il Parlamento ha compiuto “un passo decisivo a tutela delle libertà  civili dei cittadini europei” perché Acta è “un pessimo accordo: inefficace nel merito, pericoloso sul piano dei diritti e contraddittorio sul piano istituzionale, poiché implica una re-nazionalizzazione delle politiche sul copyright”. Mentre Luigi Berlinguer, coordinatore per il Gruppo S&D in commissione Affari giuridici e Francesco De Angelis, relatore ombra di Acta in commissione Industria, “con questo voto, l’Europa si conferma baluardo dei diritti fondamentali anche per quanto riguarda la libera condivisione dei contenuti nello spazio digitale”. Delusione da parte dei popolari, dove il co-relatore Christofer Fjellner, ha parlato di “serie conseguenze e di decisione irresponsabile”. Il Ppe avrebbe voluto attendere la sentenza da parte della Corte di Giustizia. Una posizione non univoca. Per la vicepresidente del Parlamento europeo, la pidiellina Roberta Angelilli, infatti Acta ha “troppi punti deboli”. “Innanzitutto – osserva – perché Cina, India, Russia e Brasile, principali produttori della contraffazione, non fanno parte e non faranno mai parte di Acta. Poi perché prevede modalità  e sanzioni che rischiano di limitare la circolazione di informazioni e contenuti sul web, violando i diritti fondamentali”. Contro Acta, nei mesi scorsi, era stata presentata al Parlamento europeo una petizione firmata da 2,8 milioni di cittadini di tutto il mondo che chiedeva il no. (ANSA).