L’intervista: Cairo, non vedo rischi da cessione la7

di Danilo Caselli e Barbara Calosso

MILANO (MF-DJ)–Il Web sarà  il media del futuro ma la carta stampata ha ancora un grande potenziale. È quanto sostiene Urbano Cairo, numero uno di Cairo Editore in una intervista a MF-Dowjones temi, compreso il settore della raccolta pubblicitaria ma anche il ritorno del Torino nel calcio che conta.

Domanda: Cairo Editori e’ un chiaro esempio che il web non sta uccidendo la carta stampata. E’ cosi’?

Risposta: Penso che il web sia sicuramente un media che ha davanti a se un grande futuro, come sappiamo e come vediamo tutti, perche’ ognuno di noi fa uso del web, compresi i bambini piccoli di oggi che lo useranno sempre di piu’. Secondo me, pero’, la carta stampata ha un grande potenziale ancora oggi e lo prova il fatto che io ho cominciato a editare i settimanali 8 anni fa, allora ero a zero copie vendute come settimanali, oggi vendiamo 2 mln di copie a settimana e questo negli ultimi otto anni e nonostante i momenti di difficolta’ della carta stampata notevolissime. Il tema e’ cercare di capire cosa vuole il lettore, cercare di dare il giornale giusto e di qualita’ ad un prezzo molto competitivo e tenere sempre il giornale vivo e accattivante per il lettore.

D.: Qual e’ stata l’idea delle ultime due edizioni editoriali?

R.: Prima di tutto noi, non avendo una presenza forte nel settore dei femminili, che ha un fatturato pubblicitario molto importante, circa 280 mln euro di riferimento tra moda cosmetica ecc ecc, non potevamo non essere presenti, essendo cosi forti nei settimanali, con un femminile piu’ classico, vicino alla gente, di target alto come invece oggi facciamo con F. Noi, prima, eravamo presenti nel settore dei familiari, che pero’ e’ molto piu’ piccolo come dimensioni di fatturato pubblicitario. Quindi la ragione per cui abbiamo investito e lanciato F era quella di entrare in quel grande mercato. Nuovo e’ invece un settimanale familiare di target un pochino piu’ giovane rispetto a D+ e rispetto ad altri giornali,pero’ e’ venduto bene, sta vendendo 300.000 copie.

D.: Quindi sono 2 milioni di copie a settimana?

R.: Noi abbiamo 600.000 copie abbondanti con D+, 400.000 con D+Tv, 170.000 con TVmia, 200.000 con Diva e Donna, e si e’ gia ad 1.400.000 copie, 250.000 F e 300.000 Nuovo. Quindi un totale circa di 1 mln 950.000.

D.: Gli investimenti nel web non la assillano?

R.: No, non e’ che non mi assillano, mi interesserebbe entrare, pero’ chiaramente nel modo giusto. Dobbiamo entrare nel web facendo le cose giuste, in modo di avere anche dei ritorni sugli investimenti che facciamo, perche’ oggi quel che accade per molte aziende editoriali e’ che investono sul web, pero’ cannibalizzando i loro giornali perdono moltissimo dall’iniziativa.

D.: Parlando di la7, come vede questa fase di passaggio? Quali potrebbero essere i rischi?

R.: Ma no, non ci sono rischi, devo dire che l’azienda sta combinando di investire in maniera molto importante, tant’e’ che ristruttura tutto il palinsesto, Santoro, la Parodi, ecc. ecc., non vedo rischi di nessun tipo, vedo un’azienda che si e’ rilanciata, che e’ migliorata economicamente, che ha preso questa decisione e poi vedremo se andra’ in porto oppure no.

D.: Lei e’ contento o preoccupato?

R.: Non sono preoccupato, diciamo che io non sono ne’ contento, ne’ scontento, ne’ preoccupato, seguo evidentemente quello che e’ il volere dall’azionista che controlla La7 e noi in quanto concessionari continuiamo a fare il nostro lavoro con la stessa determinazione, e anche di piu’.

D.: Mentre il mercato scende del 9% voi crescete del 16%, qual e’ il segreto?

R.: Il segreto e’ quello di avere sempre una grande presenza sul mercato, di avere una rete che ha, sicuramente, una qualita’ importante in termini di ascoltatori, di avere ascolti crescenti, come si sono avuti, e di avere una grande capacita’ di entrare in contatto con il cliente per dare anche a lui dei risultati e non per vendere semplicemente degli spazi.

D.: Parliamo di calcio: parliamo del Torino

R.: Siamo andati in Serie A, ed e’ una cosa importante per noi perche’ erano tre anni, purtroppo, di purgatorio e adesso dobbiamo fare una buona squadra per cercare di essere all’altezza di un campionato difficile come la Serie A.

D.: Torna il derby torinese, rapporti con la nuova gestione di Agnelli?

R. Bene, abbiamo rapporti tranquilli, non ci siamo visti molto perche’ essendo in serie B e loro in serie A, c’erano poche occasioni di incontro, si e’ fatta insieme una bella iniziativa benefica che era il derby contro la sla ed e’ andata anche molto bene, con le vecchie glorie della Juve, e comunque sia siamo in rapporto di buon vicinato e di competizione.

bca

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