EDITORIA: CAMERA, AL VIA IN AULA DISCUSSIONE GENERALE DL

(ANSA) – ROMA, 9 LUG – Al via nell’aula di Montecitorio la discussione generale del decreto sul riordino dei contributi all’editoria. Nel dibattito è intervenuto, tra gli altri, Mario Adinolfi (Pd) per il quale il provvedimento “rischiava di essere un decreto liberticida per il web. La discussione parlamentare l’ha reso accettabile per la rete. E’ un dato positivo”. “Il provvedimento era partito con il piede sbagliato. Ora – ha aggiunto – ci avviamo ad approvarlo avendo segnato un primo punto di trasferimento di risorse dal cartaceo verso il web e, soprattutto, avendo difeso con l’inserimento dell’articolo 3 bis la libertà  dei periodici web di piccole dimensioni. Insomma: il decreto nel suo complesso è migliore della normativa precedente. In più, in termini ‘internettiani’, abbiamo finalmente un primo timido segno di un Parlamento che parla digitale. Sia dato merito alla mobilitazione della rete, ai tanti blogger che hanno saputo avviare prima una fase conflittuale e poi ottenere attraverso la lotta via web la formulazione di un articolo ad hoc che salva il paese da un intollerabile bavaglio”. Lo stop ai finanziamenti pubblici ai giornali di partito è stato rilanciato da Pierfelice Zazzera (IDV), Vicepresidente della Commissione Cultura della Camera. “Questo decreto – ha affermato nel suo intervento in aula – non cambia le cose, non affronta i problemi che stanno alla base degli sprechi dei fondi dell’editoria, la logica è sempre la stessa ossia destinare finanziamenti ai giornali ed in particolare a quelli di partito che continuano a ricevere contributi pubblici alla faccia della crisi economica che si è abbattuta sulle famiglie italiane”. Per l’Idv i finanziamenti pubblici all’editoria “vanno abrogati soprattutto in mancanza di trasparenza e di criteri certi sulla gestione delle risorse condizioni che – ha sottolineato Zazzera – hanno portato alla vicenda Lavitola, faccendiere al quale sono stati regalati 23 milioni di euro per stampare un giornale fantasma”. “Questo decreto è un’offesa agli italiani che dovranno sopportare un taglio di 26 miliardi in 3 anni mentre il Governo destina 120 milioni di contributi all’editoria e quindi anche ai giornali di partito. E’ inaccettabile – ha concluso – assistere a finanziamenti a pioggia a giornali come l’Avvenire, l’Unità , l’Avanti, il Foglio mentre il paese è al collasso”.(ANSA).

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