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Cinema: nastri d’argento, premiato il doc sul caso Cucchi

(ASCA) – Roma, 11 lug – ”148 Stefano mostri dell’inerzia”, il documentario di Maurizio Cartolano sul caso Cucchi entra nella cinquina dei migliori documentari italiani dell’anno e si aggiudica, ai Nastri D’Argento per il documentario, il Premio Speciale del SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani). Il riconoscimento e’ stato conferito ”per avere creduto con tenacia nella denuncia, anche politica e aver ricostruito con un documentario attento e appassionato una drammatica storia di inaccettabile violenza”. Nel ricevere la notizia del premio Ilaria Cucchi ha dichiarato ”ancora una volta arrivano segnali importanti che ci confortano e che ci aiutato ad andare avanti. Percepiamo in modo molto sentito la vicinanza di chi ci sostenuto fino ad oggi, soprattutto alla luce di quello che sta accadendo nel processo. Proprio in questi giorni alcuni periti nominati dalla Corte d’Assise stanno lavorando ad una perizia che ci auguriamo possa contraddire tutte le ipocrisie che finora ci sono state fornite durante il processo da un Pubblico Ministero e dal suo consulente, sempre inspiegabilmente ostile a noi e alla verita’ sulla morte di Stefano”. ”Il documentario – ha detto il regista Maurizio Cartolano – racconta ‘una storia’ di Stefano non ‘la storia’ di Stefano. Vogliamo essere uno dei tanti tasselli in grado di comporre e ricostruire la storia di Stefano Cucchi, come in una ideale vicinanza alla sua identita’ alla sua biografia, sperando che ne nascano nuovi motivi di riflessione e magari d’inchiesta. Sappiamo che non basta un film per cambiare le cose, ma siamo certi che ogni parola, ogni racconto possano essere elementi per una nuova presa di coscienza. Appare chiaro che la verita’ sulla vicenda di Stefano, e’ ancor’oggi nascosta e per questo ci siamo sentiti in dovere di iniziare a ricostruirla. I tempi del processo in corso sono ancora molto lunghi e non abbiamo voluto aspettare la sentenza per parlare di questa storia di ingiustizia, l’abbiamo voluta raccontare ugualmente, persuasi come siamo che la negazione della giustizia ad un uomo rappresenti la negazione della giustizia ad un intero popolo ed a tutto il suo tempo istituzionale”.
red/mar /mar