CINECITTA’:ABETE,MESSAGGIO FALSO,COSI’ RISCHIO CHIUSURA

PRESIDENTE, POSTI NON SI TOCCANO MA TRASFORMAZIONE SERVE

(di Alessandra Magliaro) (ANSA) – ISCHIA (NA), 13 LUG – “Sta venendo fuori un messaggio esattamente opposto a quello reale, ed è assolutamente falso.” Luigi Abete, il presidente di Cinecittà  Studios per la prima volta interviene sulla questione del discusso piano industriale sugli studi cinematografici di Roma che dopo l’appello firmato da decine di registi da Ettore Scola a Ken Loach, da Lelouch a Costa Gavras, la mozione bipartisan alla Camera e le difficoltà  di mediazione ammesse ieri dal Mibac ha trovato eco anche in Francia e in America. In un’esclusiva all’ANSA Abete, da Ischia Global Fest – replica nel dettaglio rammaricandosi per quella che a suo giudizio è una strumentalizzazione “che fa un danno a tutto il paese”. “Cinecittà  Studios in questo momento sta facendo due cose positive: riorganizza l’azienda e amplia i servizi utilizzando aree limitrofe agli studi su terreni dello Stato in disuso e che allo Stato restano al termine della concessione. I sindacati sono contrari, ci accusano di voler fare una speculazione edilizia ma è falso. Finora – dice Abete piuttosto furioso – non sono intervenuto trattandosi di problemi sindacali ma quando ho visto l’appello, l’eco su Variety e le Figaro e ricevuto telefonate preoccupate ho pensato fosse meglio fare chiarezza per evitare un danno commerciale enorme oltre che all’Italia”. Abete spiega che Cinecittà  dovrà  trasformarsi in un grande hub per la produzione internazionale considerando la sempre più limitata produzione cinematografica italiana, la riduzione di fiction e programmi tv da realizzarsi negli studi. “Per stare sul mercato e attirare le produzioni internazionali bisogna ampliare i servizi come fanno altri studi, penso alla Paramount con il suo slogan the town in the town. Costruire, su un terreno che è e resta dello stato, un albergo a tre quattro stelle di 150-200 camere per chi viene a girare qui un film, non parlo della star che va in centro a 5 stelle ma di tutti gli altri, sembra così negativo? Nel progetto c’é quello, l’area fitness annessa e un’ area uffici oltre alla costruzione di un nuovo grande teatro come il 5. Vogliamo continuare ad essere il più importante studio di area mediterranea o continuare a cedere quote all’est dove ormai vengono delocalizzate le produzioni anche italiane? Non si può ritardare una modernizzazione per di più senza tagliare salari né posti di lavoro in un contesto italiano di licenziamenti e chiusura aziende. La posizione dei sindacati è assurda, si dimostra una arretratezza, una stagnazione culturale che pensando di tutelare lo status quo non consente affatto di salvaguardare il futuro. In Italia ormai stiamo andando verso un nuovo luddismo”. Ma i sindacati parlano di un piano di spostamenti di personale a società  terze dunque con meno tutele. “Già  ora il reparto scenografia per l’80% lavora fuori gli studios, il lavoro proseguirà  allo stesso modo per una migliore organizzazione, a 15 km da lì, così come i servizi di post produzione e mezzi tecnici saranno in partnership internazionali. Il caso scoppiato sulla speculazione edilizia è vecchio di un anno e mezzo fa, è stato chiarito allora ma ora strumentalizzando è stato ricacciato fuori oggi, ma noi a Cinecittà  andremo fino in fondo. O si va avanti e si sta al passo con il mondo fuori, oppure ci si trincera in un mondo mentre fuori tutto cambia e si rischia per davvero di chiudere”.

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