Il decreto legge sui finanziamenti alle imprese editoriali approvato dalla Camera il 12 luglio 2012

Il 12 luglio 2012 l’aula della Camera ha approvato definitivamente il decreto legge che riordina il sistema di finanziamento pubblico alle imprese editoriali. I voti favorevoli sono stati 454, i contrari 22 e 15 gli astenuti.
Le linee su cui si sviluppa il provvedimento messo a punto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Peluffo sono relative ai nuovi requisiti di accesso ai contributi pubblici per la stampa di partito, le società  cooperative e le nuove norme sulla rete di distribuzione della stampa quotidiana e periodica.
Tra le principali innovazioni introdotte dal decreto c’è la correlazione tra contributi e vendite effettive delle testate. Passa al 25% (attualmente è al 15%) la percentuale relativa al rapporto tra le copie vendute e quelle distribuite necessaria per accedere ai contributi. Per le testate locali la quota è del 35%. Vengono considerate testate nazionali quelle che vengono distribuite in almeno tre regioni. Il 50% del contributo alle testate è calcolato in base ai costi per il personale dipendente, per l’acquisto della carta, della stampa e per gli abbonamenti ai notiziari delle agenzie di stampa. Arriva poi un contributo di 2 milioni di euro annui per i periodici italiani pubblicati all’estero. Previsti sconti sulle tariffe postali per l’editoria no profit. Per quanto riguarda le piccole testate online, con ricavi editoriali non superiori ai 100 mila euro, queste non sono obbligate alla registrazione. Viene poi affrontata la questione di Radio Radicale, che mantiene per intero il contributi relativi all’anno 2010. Infine, le cooperative editoriali non dovranno rispettare il requisito di 5 anni dalla loro costituzione nel caso di subentro o acquisto di una testata e dunque per accedere ai contributi per l’editoria. (fonte Asca)

– Decreto legge sui finanziamenti all’editoria (.doc)

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