RAI: GUBITOSI NUOVO DG, SUBITO POLEMICA SU COMPENSO

VERRO ASTENUTO SU NOMINA; TARANTOLA,PRIMO OBIETTIVO ORDINE CONTI

(di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 17 LUG – Comincia l’era dei tecnici a Viale Mazzini, ma l’unità  auspicata nel discorso d’insediamento dal presidente Anna Maria Tarantola è mancata nel primo consiglio di amministrazione. E’ arrivato come previsto il via libera alla nomina di Luigi Gubitosi direttore generale, senza però l’attesa unanimità . Sono stati otto i voti favorevoli e Antonio Verro si è astenuto, sollevando dubbi, in tempi di spending review, sul contratto a tempo indeterminato per 650 mila euro l’anno del nuovo dg. Domani Gubitosi sarà  in Rai per il cda sul conferimento dei poteri al presidente e, dopo questo scoglio, comincerà  il lavoro sul piano industriale ed editoriale del nuovo vertice. Primo obiettivo l’ordine nei conti aziendali. “Nell’immediato – ha spiegato il presidente davanti al consiglio – il nostro compito è di risolvere in modo strutturale e duraturo i problemi economico-finanziari dell’azienda, perché senza risorse la Rai non ha futuro”. Cinque i pilastri sui quali Tarantola vuole fondare la sua azione: distinzione di ruoli, equilibrio duraturo dei conti, gestione basata su autonomia e merito, linea editoriale rispettosa del pluralismo, squadra coesa e determinata. Tarantola ha chiesto unità  per un’azienda “orientata all’eccellenza in informazione e intrattenimento”. “La composizione eterogenea” del cda – ha aggiunto – “può essere vista come un handicap ma è invece un punto di forza”. Oggi però in cda sono arrivati i primi distinguo. Dopo l’indicazione del nuovo dg all’unanimità , la nomina di Gubitosi é passata nell’assemblea degli azionisti ed è poi tornata in cda per il via libera definitivo. Tarantola ha proposto per il dg un contratto a tempo indeterminato con lo stesso stipendio del predecessore Lorenza Lei, che percepiva 650 mila euro l’anno. Verro ha sollevato dubbi per il fatto che l’argomento non era all’ordine del giorno e che, di fronte a una riduzione degli stipendi per i consiglieri, non è stato applicato il tetto per i manager pubblici (intorno ai 300 mila euro). “In un contesto difficile, in cui tutti quanti siamo chiamati a fare sacrifici, avrei auspicato maggiore sobrietà  sulle clausole relative al compenso del nuovo dg”, ha spiegato Verro. Anche il rappresentante della Corte dei Conti avrebbe sollevato obiezioni sugli stessi argomenti in cda, riservandosi un approfondimento sull’applicabilità  del tetto allo stipendio. Il cda ha quindi dato mandato al presidente di negoziare la parte fissa della retribuzione e l’indennità  di funzione entro parametri ben stabiliti. La parte fissa, che Gubitosi continuerà  a percepire anche quando cesserà  di essere dg, sarà  – spiegano fonti consiliari – “sensibilmente inferiore” a quella dei predecessori (per la Lei la parte fissa era di 500 mila euro). “Mi piacerebbe che un nuovo corso non cominciasse con polemiche. Credo che il curriculum di Luigi Gubitosi sia tale da poter permettere al diretto interessato di rinunciare alla garanzia del tempo indeterminato”, è l’auspicio di Carlo Verna, segretario dell’Usigrai. Domani mattina arriverà  e sarà  messo ai voti in consiglio il conferimento delle deleghe al presidente, a lungo osteggiato dal Pdl. All’organismo collegiale dovrebbe rimanere la competenza sulle nomine editoriali in senso lato, mentre il presidente avrà  competenza autonoma sulle nomine delle strutture amministrative e finanziarie, oltre all’incremento del tetto di spesa sui contratti che passerebbe da 2,5 a 10 milioni. “Non vedo nubi all’orizzonte – afferma il consigliere indicato dal Pdl Luisa Todini -, cercheremo di essere rapidi e sono contenta che finiranno così le questioni operative per mettersi subito all’opera”.

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