TLC: UNBUNDLING, UE APRE PROCEDURA INFRAZIONE CONTRO ITALIA

PER BRUXELLES NORME ITALIANE IN CONTRASTO CON QUELLE UE

(ANSA) – BRUXELLES, 18 LUG – La Commissione europea, su proposta della responsabile per l’agenda digitale Neelie Kroes, ha deciso oggi di aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia per le norme varate in materia di unbundling, ovvero le condizioni per l’accesso alle rete fissa di telecomunicazioni e i relativi servizi accessori. Secondo quanto si è appreso, la Commissione ritiene che le norme varate dall’Italia limitino l’autonomia dell’Agcom garantita all’Authority nazionale dal diritto comunitario. Bruxelles, secondo le informazioni raccolte, ha deciso di stringere i tempi della procedura d’infrazione e inviare all’Italia la lettera di messa in mora prima della pausa estiva perché la norma ‘incriminata’ ha fissato per i primi di agosto il termine entro il quale l’Agcom avrebbe dovuto modificare le condizioni di accesso alla rete fissa di Telecom Italia al fine di assicurare una maggiore concorrenza sul mercato delle telecomunicazioni. Il provvedimento finito nel mirino della Commissione è nato come emendamento al decreto semplificazioni e fin dall’inizio è stato al centro di un confronto serrato tra Bruxelles e Roma. Per rispondere alle preoccupazioni espresse a suo tempo dalla Commissione sulla violazione dell’autonomia e delle prelogative garantite dalle norme europee all’Agcom, il governo aveva provveduto a modificare il testo della norma affidando all’Authority nazionale un ruolo maggiore. Ma anche questa soluzione non aveva convinto Bruxelles che all’inizio di aprile aveva scritto a Roma chiedendo ulteriori informazioni sulla portata del provvedimento. Ora i servizi che fanno capo alla Kroes, pur riconoscendo che può esserci l’esigenza di correggere eventuali distorsioni di mercato, sono giunti alla conclusione che in questa fase a prevalere è la preoccupazione che l’intervento diretto del legislatore nazionale in questa materia non assicura di per sé l’adozione di adeguati provvedimenti. E soprattutto costituisce una potenziale minaccia per l’indipendenza di giudizio dell’Authority nazionale andando ad intaccare i poteri che le sono stati conferiti dalle norme europee. (ANSA).

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