WikiLeaks/ Corte dice no a Manning su effetti pubblicazione

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Giudice: prove “irrilevanti” ai fini del giudizio

Washington, 20 lug. (TMNews) – La difesa di Bradley Manning, il soldato americano accusato di aver fornito al sito WikiLeaks decine di migliaia di documenti Usa, non potrà  presentare prove che dimostrino come le sue azioni non abbiano recato pregiudizio agli Stati Uniti. E’ quanto ha deciso il giudice militare Denise Lind, sostenendo che quanto avvenuto dopo la diffusione dei documenti classificati sia irrilevante al fine di stabilire se il soldato abbia commesso un crimine con la sua divulgazione. Quanto accaduto dopo, ha aggiunto, “non era prevedibile da parte dell’accusato”, quindi non rilevante ai fini del giudizio di innocenza o colpevolezza. Manning è accusato di aver trasmesso a WikiLeaks, tra il novembre 2009 e il maggio 2010, documenti militari americani sulle guerre in Iraq e Afghanistan e 260.000 dispacci del Dipartimento di Stato. Il soldato rischia il carcere a vita se riconosciuto colpevole di “collusione con il nemico”. (fonte Afp)