Cinecitta’: Abete, piano non negoziabile. Dobbiamo attrarre investimenti

(ASCA) – Roma, 25 lug – Il piano per la riorganizzazione di Cinecitta’ Studios ”non e’ negoziabile”, e’ un investimento per attrarre il cinema internazionale. Dopo 20 giorni di occupazione e sciopero le alternative sono tre: sospendere le agitazioni e accettare il piano, fare un’operazione che integri in CAT (Cinecitta’ Allestimenti e Tematizzazioni) 32 lavoratori licenziandone 18, oppure avviare le procedure di licenziamento per 50 lavoratori (gli esuberi complessivi previsti dalla riorganizzazione). ”Anche se quest’ultima ipotesi spero proprio di non doverla attuare”. Cosi’ il presidente di Cinecitta’ Studios, Luigi Abete, nel corso di una conferenza stampa a Roma, ha fatto il punto di una situazione che a suo giudizio danneggia produttori, cittadini (in particolare i visitatori della mostra in corso a Cinecitta’) e soprattutto crea un serio danno d’immagine a livello internazionale sfruttando ”il falso slogan che Cinecitta’ chiude e viene cementificata”. Prima, durante e dopo l’incontro stampa di Abete una trentina di persone hanno manifestato lanciando slogan e facendo anche un simbolico funerale in cui si celebrava la morte di cinecitta’. Nel corso della conferenza stampa, Abete si e’ soffermato sul progetto di sviluppo e sul piano di riorganizzazione. Il progetto e’ stato approvato dal Comune di Roma il 15 dicembre 1998 e prevede, in una prima fase, la costruzione, in un’area oggi inutilizzata, di un nuovo grande teatro di posa delle dimensioni del teatro 5. Ed in una seconda fase la costruzione di un Distretto del Cinema e del Multimediale (DCM) per ospitare altre societa’ del settore, laboratori, centri formativi, spazi professionali ed enti di ricerca. Quanto al piano aziendale, sul fronte digitale Cinecitta’ Digital Factory dovrebbe avviare una partnership con un grande gruppo internazionale che verrebbe ad installarsi all’interno di Cinecitta’; sul fronte dei mezzi tecnici, la joint venture sarebbe con il leader italiano del settore Panalight mentre per il comparto delle costruzioni scenografiche e’ stata appunto costituita CAT che da un lato evitera’ i licenziamenti conseguenti alla riduzione della domanda cinematografica e dall’altra permettera’ di assumere giovani per consolidarsi nel campo degli allestimenti tematici per outlet, parchi, centri commerciali. Abete non e’ stato tenero con i sindacati che paventano, appunto, la cementificazione di Cinecitta’. ”Che danno facciamo all’azienda? – si e’ chiesto – Investiamo in un momento in cui in Italia non investe piu’ nessuno. Siamo al luddismo 2 secoli dopo. Una volta si abbattevano le macchine, oggi si abbattono coloro che vogliono fare. C’e’ grande amarezza – e’ la constatazione di Abete – per questa sagra del conformismo e dell’ignoranza. Ho sentito parlare della costruzione di un albergo a 5 stelle con 2 piscine dentro gli studios. Faccio l’imprenditore da una vita – si e’ sfogato – ma spiegatemi chi e’ quel ‘coglione’ che va a fare un investimento del genere a Via Tuscolana. Il problema vero – ha concluso – e’ che ci sono 30 persone che non vogliono andare a lavorare a 20 Km da Cinecitta’ o comunque all’interno del Comune di Roma”.

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