Sistema Calt sulla Rete – Intervista a Mario Orfeo, direttore del Messaggero (Prima n. 428, maggio 2012)

Sistema Calt sulla Rete
Con il nuovo sito del Messaggero debutta la strategia digitale di Caltagirone Editore. Mettendo insieme i punti di forza dei suoi quotidiani per offrire una ricca offerta informativa ai lettori e un consistente bacino di utenti alla pubblicità .
È tornato alla carta stampata, ma i due anni alla direzione del Tg2 hanno lasciato il segno. Dalla scrivania di vetro, nell’ufficio al terzo piano del grande palazzo all’angolo tra la trafficata via del Tritone e via del Traforo, il direttore del quotidiano di Roma, Il Messaggero, Mario Orfeo, 46 anni da poco compiuti, una pratica giornalistica ben collaudata (è stato anche caporedattore centrale della Repubblica e direttore del Mattino di Napoli) e una reputazione di buon fiuto per la notizia, ma anche di grande controllore di ogni parte del prodotto editoriale e televisivo, spiega a Prima le novità  del suo Messaggero per il nuovo sito Internet, in attesa di lanciare dopo l’estate la nuova grafica dell’edizione cartacea. “Una volta assaporato il gusto delle immagini e della immediatezza del mezzo televisivo”, racconta, “appena arrivato, ormai da più di un anno, ho sentito forte l’esigenza di modernizzare il sito Internet, vivacizzandolo e arricchendolo di immagini e di notizie tempestive”.
Ma il nuovo sito è solo uno degli obiettivi di una strategia digitale ben più articolata sulla quale Franco Caltagirone, imprenditore determinato ed editore attento, ha deciso di puntare. Una scelta del resto obbligata per il futuro dei suoi giornali (oltre al Messaggero fanno capo al suo gruppo Il Mattino, Il Gazzettino, il Corriere Adriatico, il Quotidiano di Puglia e il free press Leggo): di fronte al progressivo calo dei ricavi pubblicitari, scesi di 22 milioni rispetto al 2008, non è certo il momento d’inventarsi però nuovi prodotti cartacei. Il digitale invece, anche se in Italia – come rileva il direttore generale del Messaggero, Alvise Zanardi, arrivato anche lui al giornale un anno fa, con una collaudata esperienza nel mondo digitale maturata in Buongiorno spa – “incide su una quota poco rilevante di fatturato, rispetto a quella di altri Paesi europei dove ha già  raggiunto il 20-30%, come in Gran Bretagna, è comunque l’unica area editoriale in sviluppo, dove la pubblicità  dà  segni di crescita e dove quindi qualsiasi azienda editoriale, pur prudente che sia, non può fare a meno di investire sia in tecnologia che in contenuti, una parte dei quali potranno anche essere offerti con un apposito abbonamento”.
Zanardi prospetta infatti la creazione di un ecosistema. “Sul digitale occorre fare più gruppo, mettendo insieme”, rileva, “più punti di forza, dalla condivisione della tecnologia, alle grandi firme, agli speciali settoriali. Sia pure nel rispetto dell’autonomia di ciascuno e nella valorizzazione dei rispettivi marchi”. Parte quindi da Roma, e il nuovo sito del Messaggero ne è il debutto, una innovazione digitale che progressivamente investirà  tutti gli altri giornali del gruppo Caltagirone. “I lettori”, sottolinea Zanardi, “potranno fruire delle informazioni nel momento in cui vogliono e dove vogliono. La pubblicità  potrà  poi offrire un consistente bacino di utenti. Già  oggi, sommando il traffico di tutti i nostri siti”, precisa, “raggiungiamo i dieci milioni di utenti unici, ma il loro incremento è in forte accelerazione. La interazione fra giornali e sito è infatti molto importante e li rafforza entrambi. Basti pensare”, conclude, “che il 60% degli utenti del sito del Messaggero si collega direttamente. Quando normalmente il traffico dei siti proviene per il 70% dai motori di ricerca e dai social network. E ciò dimostra quanto conti il brand di un giornale importante”.
Zanardi, sia pure con prudenza, si dice attento al fenomeno del social reader, la condivisione dei contenuti che vengono letti, che vede il sito di alcuni quotidiani, come il Corriere della Sera, già  attivo. “Abbiamo in cantiere innovazioni nell’ambito del social network e certamente”, si limita ad anticipare, “guardiamo con attenzione ad alcune iniziative che fanno leva su interazioni con Facebook”.
Da operativo qual è, Mario Orfeo bada al sodo e punta diritto all’obiettivo di incrementare gli utenti. “Dopo averli già  raddoppiati portandoli a 4 milioni, ora con la nuova edizione”, afferma, “l’obiettivo per fine anno è di quasi triplicarli, superando certamente i 5 milioni”.
Prima – Come?
Mario Orfeo – Accentuando la focalizzazione e lavorando sulla verticalizzazione. Da un lato con l’approfondimento dei fatti del giorno, dall’altro con lo sviluppo di settori specifici quali salute, costume, benessere, moda, auto, sport. Si tratta di verticalizzazioni concentrate che sviluppano molte pagine, coprendo specifici interessi del lettore, e di particolare appeal per la pubblicità . Nel primo scroll l’utente getta comunque subito gli occhi su sette notizie. Così, senza inventarsi nulla di particolarmente nuovo, nel nuovo sito web, oltre a coprire in modo più sintetico e tempestivo i grandi fatti e con maggiore capillarità  la cronaca regionale, ho importato il lavoro fatto per il rinnovamento delle rubriche del Tg2. L’intuizione fu collegarle meglio con le edizioni del telegiornale, creando un unicum d’informazione per uno spettatore con esigenze diversificate. Su Ilmessaggero.it le rubriche sono collegate all’attualità  della giornata, si trovano subito accanto ai fatti del giorno e alle cronache locali. Considerarle rubriche è riduttivo, si tratta di aree dove il lettore trova news del giorno specifiche, approfondimenti qualificati, e può attingere a un archivio che diventerà  sempre più ricco. Inoltre queste verticalizzazioni, i link sulla salute, il costume, il benessere, la moda, le auto, lo sport, potranno anche essere veicolate verso le altre testate del gruppo.
Prima – La distanza con i siti dei grandi quotidiani nazionali resta però ancora molto grande!
M. Orfeo – Puntiamo a crescere nella posizione di leader, che già  siamo, nella macroregione, costituita da Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche, che il giornale già  copre bene con i giornalisti della sede romana e le redazioni e i corrispondenti nei capoluoghi. Sulla home page del nuovo sito è ben evidente la geolocalizzazione con link a queste regioni e ai capoluoghi, dove il lettore trova notizie dell’ultima ora.
Prima – Il flusso di notizie per il sito da queste redazioni è in tempo reale?
M. Orfeo – Compatibilmente con le risorse cerchiamo di dar conto subito di ciò che succede con veloci e brevi news per il sito e articoli più elaborati per il giornale cartaceo. La integrazione col giornale è fondamentale. Alla redazione Internet abbiamo dedicato per ora otto giovani giornalisti, guidati da Andrea Di Caro, arrivato dalla redazione fiorentina del Corriere della Sera. Il loro lavoro è soprattutto quello di indirizzare e gestire i flussi di notizie provenienti dall’interno e dall’esterno del giornale. Nonché gestire la presenza sui social network che, insieme alla migliorata indicizzazione verso Google, contribuisce ad aumentare il traffico del sito.
Prima – Rispetto agli obiettivi, le risorse non sono certo molte. Ma l’editore, Franco Caltagirone, come risponde ai suoi progetti?
M. Orfeo – Conto sull’agilità  della redazione Internet, grazie al contributo anagrafico, e poi sul supporto dei colleghi del quotidiano che dovrà  crescere progressivamente. Per quanto riguarda l’editore, che conosco bene anche per i sette anni di direzione dell’altro quotidiano del gruppo Il Mattino, in un anno che sono al giornale ha investito per realizzare il nuovo sito, per avviare la riforma grafica del quotidiano cartaceo che sarà  pronta dopo l’estate e per rafforzare la redazione scegliendo tra i migliori giovani sul mercato, fra i quali Stefano Cappellini, già  direttore del Riformista, al quale ho affidato il delicato ruolo di caporedattore centrale responsabile.
Prima – E rispetto all’autorevolezza della testata da aumentare con grandi firme e uffici di corrispondenza all’estero, che cosa si è fatto?
M. Orfeo – Le grandi firme ci sono, fra le quali Romano Prodi, Oscar Giannino, Francesco Paolo Casavola, Piero Alberto Capotosti, Lucetta Scaraffia. Così come l’ampia copertura dei grandi temi dell’economia che sono italiani ed europei. Nonché attive campagne di sensibilizzazione su casi umani e politici. Un buon esempio è quello che abbiamo fatto sulla detenzione dell’ex premier ucraina Yulia Tymoshenko. Ai commenti delle nostre firme sono seguiti interventi di politici italiani da Casini a Berlusconi, del ministro degli Esteri della Ue Catherine Ashton e del filosofo francese André Glucksmann. L’iniziativa è stata anche ripresa dai grandi quotidiani internazionali, come il Guardian, e dai principali quotidiani tedeschi.
Prima – L’attenzione su Roma dell’informazione del Messaggero non può essere un limite?
M. Orfeo – L’attenzione su Roma, che è al centro della nostra linea editoriale, si coniuga benissimo con l’autorevolezza. Essa non vuol dire solo seguire il Comune o la Regione, ma soprattutto la politica e l’economia, che hanno nella capitale, e nelle istituzioni che vi risiedono, il luogo delle decisioni e delle scelte. Nei confronti della Lega siamo stati i primi a far emergere le tante contraddizioni per diventare poi una forte voce contro la scelta di portare alcuni ministeri al Nord. Siamo stati vigili riguardo al Mose di Venezia e all’Expo 2015 di Milano. Con il 40% del mercato siamo di gran lunga il primo quotidiano a Roma. Nel 2011 rispetto a una flessione del mercato del 5% abbiamo ceduto solo l’1%, con una media mobile quotidiana di 191mila copie. Il 2012 è cominciato con una flessione dovuta alla neve e al maltempo, ma da aprile ci sono buoni segnali di ripresa.
Prima – Comunque la scelta della affermazione nella macroregione può apparire un abbandono del disegno di diventare un grande quotidiano nazionale.
M. Orfeo – No. Siamo e restiamo un quotidiano nazionale. A maggior ragione con la crescita sul digitale dove la macroregione del Messaggero si coniuga con le altre testate del gruppo, dal Nord al Sud.
Prima – Il declino della carta stampata sarà  inarrestabile o potrà  convivere anche di fronte a una crescita molto rapida dell’informazione digitale?
M. Orfeo – Rispetto alle notizie che ormai arrivano a tutti e in modi diversi, ci sarà  sempre bisogno di approfondimenti e spiegazioni. Il giornale del futuro deve impegnarsi a spiegare ciò che è successo, approfondire, dare punti di vista, sviluppare ragionamenti a sostegno di dati e di idee che i mezzi veloci, tivù e web, non consentono. Si devono anche offrire articoli di interessante e piacevole lettura legati o meno all’attualità .
Prima – E i giornalisti?
M. Orfeo – Noi, o una parte di noi, dobbiamo imparare a scrivere storie digitalmente, ossia per media che si rivolgono ai lettori 24 ore su 24 con una combinazione di parole, suoni e immagini. Ma non è una strada facile. Anche perché la rivoluzione deve avvenire coinvolgendo gran parte delle risorse che devono continuare ad assicurare contenuti di sempre migliore qualità  al quotidiano cartaceo, dal quale dipende ancora la maggior parte del fatturato.
Prima – Al Messaggero come procede la trasformazione?
M. Orfeo – Abbiamo fatto recentemente un accordo che dopo i corsi di aggiornamento prevede la partecipazione continuativa all’on line di gran parte della redazione. C’è chi manda messaggi su Twitter, chi scrive rapidamente un’opinione, chi realizza una scheda base.
Prima – Contribuiranno anche con foto e video?
M. Orfeo – Per ora la interazione della redazione con il sito riguarda soprattutto i testi. Ma ci sono anche contributi di foto e di video realizzati in particolari occasioni con il cellulare e con telecamere digitali.
Prima – E riguardo alla cosiddetta filosofia digitale aperta…
M. Orfeo – Oltre alla rubrica ‘Dillo al Messaggero’, che ha ora una posizione di massima evidenza, nello sport già  ospitiamo pagelle dei lettori accanto a quelle dei nostri inviati. A Sanremo alle critiche degli inviati abbiamo affiancato giudizi e pronostici degli utenti. Ogni giorno apriamo forum sui vari fatti romani sui quali riceviamo pareri e informazioni. Il coinvolgimento degli utenti è certamente importante e sarà  sempre maggiore e cercheremo di fruirne sempre di più. Sopra alla testata del giornale c’è il richiamo: commenta le notizie su Ilmessaggero.it. Alla fine di ogni notizia c’è infatti un invito a commentarla.
Prima – Oltre alla cronaca, piatto forte tanto nei giornali che nelle tivù e nel web, con la crisi, anche le notizie economiche sono diventate di largo interesse: come vi siete organizzati?
M. Orfeo – È vero. Nella corrispondenza con i lettori l’economia è diventato il soggetto prevalente. Nel sito abbiamo realizzato molti focus. Dal pagamento dell’Imu alla legge delega fiscale, al decreto per le semplificazioni.
Prima – E in politica?
M. Orfeo – Diamo conto della migliore politica senza cedere all’antipolitica, rispetto a cui siamo contrari, la consideriamo demagogica e populista. Certo coniughiamo il tema in modo diverso fra il sito e il giornale. Su quest’ultimo prevalgono i retroscena e il lettore viene aiutato a capire. Mentre sul sito vince la cronaca, l’hard news.
Prima – Le verticalizzazioni del nuovo sito coprono anche una lacuna del giornale rispetto alla concorrenza, quella di non avere nessun magazine. Il Messaggero (circa 150 giornalisti art. 1 e centinaia di collaboratori) non offre infatti ai suoi lettori pubblicazioni periodiche, a eccezione di ‘Casa’, inserto del sabato, diventato un appuntamento obbligato per chi vende o cerca appartamenti nella capitale. Mentre nel corso dell’anno vengono realizzati una cinquantina di inserti speciali in corrispondenza di eventi che riguardano la moda, il cinema, lo sport o il benessere.
M. Orfeo – Con la nuova grafica ci sarà  nel giornale una nuova sezione dedicata agli approfondimenti leggeri, collegata ovviamente alle rubriche presenti sul sito. Il nostro giornale deve tener conto di diverse fasce di lettori. Utilizziamo molto i concorsi per coinvolgere diverse categorie. ‘Scrivo sportivo’ vede coinvolti un migliaio di giovani di venti scuole della capitale. Il concorso fotografico con soggetto il cane, amico dell’uomo, denominato ‘Cancorso’, ha avuto una partecipazione eccezionale. Ora c’è quello di scrittura creativa riservato a tutte le donne: ‘Donne che fanno testo’. Questo mese parte la seconda edizione del Messaggero School Cup, il torneo di calcio riservato agli studenti fino a 16 anni delle scuole di Roma che coinvolge 24 licei, 288 studenti. Dopo 32 partite si concluderà  con la finalissima nello Stadio dei marmi.
Col digitale non devono essere trascurate, ma anzi sviluppate modalità  reali e dirette di parlare con il territorio per ribadire la nostra leadership, cioè di essere il giornale di Roma, da sempre.
Intanto Orfeo, col modello rubriche news, un po’ di tivù se l’è portata in casa. E il suo sito, al momento opportuno, sarà  pronto anche per le dirette video. E Zanardi spinge il nuovo Messaggero edizione mobile, con aree free e a pagamento, e Il Messaggero per tablet, pc e smartphone, in un unico abbonamento, a prezzi secondo la tipologia del cliente, che potrà  ricevere anche un aggiornamento continuo con le breaking news, il meteo geolocalizzato e avere la possibilità  di leggere anche altri quotidiani del gruppo. Quanti abbonati finora? “Finché non c’è nessuno che li certifica”, risponde Zanardi, “ciascuno può dire ciò che vuole. Quindi mi limito a dire che sono già  cifre molto interessanti”.

Intervista di Claudio Sonzogno

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