‘OSPITATE’ A PAGAMENTO IN TV,PROCURA BOLOGNA INDAGA PER PECULATO

Condividi

Prende vigore l’inchiesta della Procura di Bologna sulle ‘ospitate’ a pagamento dei consiglieri eletti in Regione nelle televisioni locali. Infatti, il fascicolo (prima conoscitivo) ora ipotizza il reato di peculato contro ignoti. La guardia di finanza, su delega dei magistrati bolognesi, ha fatto visita alle sedi delle emittenti radio-televisive di tutte le province emiliano romagnole per acquisire contratti, fatture e documentazione contabile.
La vicenda delle interviste pagate con i soldi dei vari gruppi consiliari e’ oggetto anche di un’indagine amministrativa da parte della procura della Corte dei Conti. In questo ambito i finanzieri si sono recati, questa mattina, negli uffici dell’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna.  Le due inchieste si aggiungono a quelle avviate dal Corecom e dall’ordine regionale dei giornalisti. Il caso scoppio’ in piena estate quando emerse la consuetudine da parte dei consiglieri sia di centro destra che di centro sinistra, Movimento 5 Stelle incluso, di farsi ospitare dalle emittenti locali che esibivano ai politici un vero e proprio ‘listino prezzi’ per la loro partecipazione nei vari programmi informativi. I contratti, poi, venivano stipulati, a quanto sembra, utilizzando i soldi provenienti dal budget dei gruppi consiliari. Ora anche la Procura ordinaria e’ decisa a vederci chiaro. Il reato ipotizzato nell’inchiesta e’ una declinazione particolare del peculato. In pratica trattandosi di finanze pubbliche, i soldi dei vari gruppi consiliari devono avere destinazioni di scopo cioe’ devono essere indirizzati all’attivita’ precipua dei gruppi. Le verifiche dei magistrati inquirenti mirano a verificare il rispetto o meno di questa linea. Per quanto riguarda i giornalisti protagonisti dei vari incontri televisivi e radiofonici con i politici l’organo competente per individuare eventuali responsabilita’ e’ la Procura generale.La vicenda delle ‘comparsate’ a pagamento in televisione divento’ anche un caso politico con le critiche arrivate da Beppe Grillo (“e’ come pagare per andare al proprio funerale”) a Giovanni Favia il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle in Emilia Romagna.