INTERNET: CASSAZIONE, PER BLOG NO REGISTRAZIONE IN TRIBUNALE

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SENTENZA CHIARISCE: GIORNALI TELEMATICI NON HANNO QUESTO OBBLIGO

(ANSA) – ROMA, 15 SET – Per i notiziari web e iper blog diffusi su internet non c’è alcun obbligo di registrazione al Tribunale come testata giornalistica: ciò è necessario solo se intendono chiedere il finanziamento pubblico previsto dalla legge sull’editoria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza di assoluzione del giornalista e saggista Carlo Ruta, autore di un blog che era stato condannato per il reato di stampa clandestina. Il punto è chiarito dalla motivazione della sentenza, appena pubblicata. Nel 2008 e poi nel 2011, in appello, la condanna di Ruta aveva suscitato apprensione e proteste nel mondo del web. La questione è stata ora chiarita in senso generale, perché la sentenza con la quale la III Sezione penale della Corte di Cassazione , il 10 maggio 2012, ha assolto con formula piena “il fatto non sussiste” il saggista Carlo Ruta, farà  giurisprudenza. Questi i punti essenziali. La Corte ha definito il blog “Accadde in in Sicilia” un “giornale telematico di informazione civile” e ha aggiunto che esso «non rispecchia le due condizioni ritenute essenziali ai fini della sussistenza del prodotto stampa come definito dall’art. 1 L. 47/1948 (Legge sulla stampa, ndr)”, in quanto per esserlo dovrebbero esserci i seguenti requisiti: “un’attività  di riproduzione tipografica; la destinazione alla pubblicazione del risultato di tale attività  ». Carlo Ruta ha sottolineato il valore generale della sentenza che, a suo avviso, “susciterà  sconcerto negli ambienti che mirano a limitare la libertà  sul web, perché è difficile che ne sfuggano le implicazioni e il valore democratico che spero si traducano in una legge”. L’avvocato Giuseppe Arnone, che ha assistito Ruta, ha commentato: «Questa sentenza, motivata con chiarezza ed essenzialità , è un fatto di portata straordinaria. Abbiamo ottenuto un risultato enorme per la libertà  d’informazione, che è un cardine della democrazia. Ora siamo più liberi e internet è riconosciuto come strumento fondamentale per un esercizio maturo dei diritti d’informazione e di espressione ».(ANSA).