- Prima Comunicazione - https://www.primaonline.it -

TV: RIVOLUZIONE BBC,PIU’ SPAZIO PROGRAMMI ‘ESTERNI’

NUOVO DIRETTORE VUOLE AUMENTARE COMPETIZIONE E RIDURRE COSTI

(ANSA) – LONDRA, 17 SET – Rivoluzione – l’ennesima – in casa BBC. Il nuovo direttore George Entiwistle sta infatti pensando a dare una scarica di competitività  alla vecchia zietta. Come? Innalzando la quota di programmi la cui produzione è stata appaltata a studios esterni. O meglio, quantomeno permettere ai produttori indipendenti di partecipare ai bandi di assegnazione. Questo per garantire una maggiore qualità  e, allo stesso tempo, tenere sotto controllo i costi in vista dei tagli draconiani in dirittura d’arrivo. Entiwistle, che alla BBC entrò come stagista, deve infatti attuare la pesante sforbiciata di 2000 posti di lavoro decisa in seguito al congelamento del canone. Da qui al 2017 la gloriosa emittente di Stato britannica dovrà  dunque risparmiare 700 milioni di sterline. Il direttore, per dare l’esempio, ha accettato un compenso di 172mila sterline più basso del suo predecessore – in tutto guadagna 450mila sterline all’anno. Ora, per far quadrare i conti, ecco l’idea di toccare il settore della produzione dei programmi oltre che quello della divisione giornalistica già  implementato dall’ex direttore. Circa un quarto del budget di spesa per i programmi
televisivi – 2,4 miliardi di sterline totali – viene già  allocato a case di produzione esterne alla BBC. Un altro quarto viene invece riservato alla ‘battaglia’ tra indipendenti e interni: chi ha le idee migliori vince. Ecco, Entiwistle vorrebbe aumentare la quota a disposizione del confronto. Il che di fatto vuol dire aprire la porta agli esterni, visto che l’anno passato l’83% dei bandi è andato alle compagnie indipendenti – il dato sale al 99% se si guarda alle fiction. Sherlock – il serial campione di incassi che ha vinto la non facile scommessa di adattare all’epoca moderna le avventure del detective inventato da Sir Arthur Conan Doyle – è stato ad esempio ideato dalla Hartswood Films. Pact, l’associazione che raccoglie le case di produzione indipendenti, porta l’acqua al suo mulino e sostiene che la BBC non dovrebbe rigettare buone idee solo perché deve garantire il 50% del suo budget agli interni. “Se il direttore è davvero interessato alla qualità  perché dovrebbe preoccuparsi da dove vengono i programmi?”, ha detto al Times John McVay, presidente di Pact. “La competizione per le migliore idee e i migliori prezzi sfocia nella migliore qualità -prezzo”. Alcuni dirigenti anziani della BBC hanno però dei dubbi. Secondo loro, infatti, le produzioni ‘in-house’ sono essenziali per mantenere l’identità  da servizio pubblico della BBC. (ANSA).