Rcs: Della Valle punta sul riassetto (MF)

MILANO (MF-DJ)–L’aveva annunciato in diretta tv, lunedi’ sera a L’Infedele (La7) e l’ha ufficializzato ieri. Diego Della Valle e’ salito dal 5,499% all’8,695% di Rcs Mediagroup, divenendo il quarto socio dopo Giuseppe Rotelli, Mediobanca e Fiat (queste ultime due leader del patto).  Durante i mesi estivi, e dopo l’uscita polemica dal patto di sindacato, scrive MF, mr Tod’s ha rastrellato un ulteriore 3,2% della societa’, che ora si ritrova con uno dei flottanti piu’ bassi di Piazza Affari: sul mercato c’e’ solo il 7,73%. Una quota talmente bassa da rendere possibile anche la cancellazione del titolo dal listino. L’eventualita’, al momento considerata remota, non e’ pero’ da escludere a priori perche’ il regolamento di Borsa Italiana parla chiaro. Come riferito l’8 settembre da MF-Milano Finanza, se si dovessero verificare alcune condizioni (scarso controvalore giornaliero dei volumi, bassa frequenza degli scambi e limitato grado di diffusione degli strumenti finanziari), l’autorita’ potrebbe decidere per la revoca.  La mossa di Della Valle apre nuovi scenari perche’ molto probabilmente finalizzata al riposizionamento dell’imprenditore all’interno dello scacchiere che controlla la societa’ proprietaria del Corriere della Sera. Tutto ruota attorno al business plan che l’ad Pietro Scott Jovane sta predisponendo e che dovrebbe presentare nei prossimi mesi: un primo assaggio e’ atteso all’assemblea del 16 ottobre per l’abbattimento del capitale in seguito alle perdite causate dalla svalutazione di Unidad Editorial. Il piano dovrebbe prevedere un rafforzamento patrimoniale, che passera’ probabilmente dall’aumento al quale vuole partecipare Della Valle e al quale punta Rotelli, forte del 16,55%, quota per ora non ritoccata. La ricapitalizzazione potrebbe portare a una modifica dei pesi in campo, tanto che c’e’ chi ipotizza anche la nascita di un nuovo asse, che vedra’ il proprietario dell’ospedale San Donato alleato di Intesa Sanpaolo, con mr Tod’s che giochera’ un ruolo da protagonista. Magari puntando sul fatto che alcuni pattisti potrebbero non aderire all’operazione. E se Mediobanca fara’ la sua parte, l’attenzione e’ tutta sulla Fiat: a Torino devono ancora sciogliere il nodo.

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