GIOCHI: NUOVE REGOLE PER PUBBLICITA’ ISPIRATE A TRASPARENZA

LE HANNO ELABORATE SISTEMA GIOCO ITALIA E IAP

(ANSA) – MILANO, 25 SET – La comunicazione sui giochi autorizzati dallo Stato ha nuove regole ispirate ai principi di trasparenza e rispetto nei confronti dei consumatori e alla tutela dei minori. E’ il risultato della collaborazione tra Sistema Gioco Italia, la Federazione di filiera aderente a Confindustria, e l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (Iap). Attraverso il lavoro di Sistema Gioco Italia e Iap, le nuove linee guida per i messaggi pubblicitari sul gioco legale sono state fissate all’interno del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale dello IAP, grazie all’aggiunta di un articolo, il 28 ter, specificatamente dedicato al settore giochi. Un lavoro avviato ben prima del decreto Balduzzi che impone regole restrittive al gioco. Massimo Passamonti, presidente di Sistema Gioco Italia, commenta: “L’adozione del codice è segno e conferma del senso di responsabilità  da parte degli operatori di un settore elle riveste un ruolo importante nell’economia del Paese con oltre 6.600 imprese e più di 100.000 persone impiegate”. Le nuove regole – è stato spiegato – nascono da un percorso avviato alcuni mesi fa dalla Federazione con la realizzazione del ‘Codice e principi per la regolamentazione della comunicazione in materia di giochi con vincite in denaro’. Il documento, a cui hanno aderito tutte le associazioni aderenti alla Federazione e i concessionari ad esse associate, é stato presentato lo scorso aprile all’Aams (Amministrazione autonoma Monopoli Stato) e alla XII Commissione Affari sociali della Camera. L’articolo 28 ter introdotto dallo Iap all’interno del suo Codice di Autodisciplina fissa undici regole che le aziende del settore giochi devono rispettare nelle loro attività  di comunicazione e quindi nelle campagne pubblicitarie, spot televisivi, affissioni, pubblicità  online, ecc. Oltre a ribadire l’obbligo di inserire in ogni comunicazione una “chiara e precisa avvertenza” sul divieto del gioco ai minori, l’articolo stabilisce che i “messaggi pubblicitari” non devono, ad esempio “incoraggiare il gioco eccessivo o incontrollato”, e non devono “rivolgersi o fare riferimento, anche indiretto, ai minori, e rappresentare questi ultimi – o soggetti che appaiano evidentemente tali intenti al gioco” e neppure “utilizzare segni, disegni, personaggi e persone, direttamente e primariamente legati ai minori, che possano generare un diretto interesse su di loro”. Il Codice afferma inoltre che la comunicazione commerciale sui giochi non deve “presentare e suggerire che il gioco sia un modo per risolvere problemi finanziari o personali”. (ANSA).

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