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TV: IN ITALIA SI GUARDA SEMPRE PIU’, MA SPOT IN CALO

PRESENTATO X RAPPORTO ITMEDIA; PITRUZZELLA, MANCA CONCORRENZA

(di Michele Cassano) (ANSA) – ROMA, 27 SET – L’industria televisiva europea regge nonostante la crisi, trainata soprattutto dalla pay tv. Soffre, invece, il mercato pubblicitario, specialmente in Italia e Spagna. La tv, come mezzo, è lontana dall’essere soppiantata da Internet. Cresce, infatti, anche in virtù dell’aumento dei canali tematici, il numero di minuti che i telespettatori passano ogni giorno davanti al piccolo schermo e, in questa speciale classifica, l’Italia mantiene il primo posto. Sono i dati principali contenuti nel X Rapporto annuale di ITMedia Consulting, presentato oggi nella sede della Fnsi a Roma. Al convegno era presente il presidente Antitrust, Giovanni Pitruzzella, il quale ha spiegato che “la proliferazione dei canali su digitale è prevalentemente riconducibile alla strategia di differenziazione del prodotto di Rai e Rti-Mediaset e appare ancora relativamente limitato il fenomeno dei fornitori indipendenti”. “Anche la pay tv – ha aggiunto – risulta caratterizzata da un elevato livello di concentrazione”. Di diversa opinione il consigliere Mediaset, Gina Nieri, la quale, a margine dell’incontro, ha spiegato che “la storia del duopolio è giurassica: c’é una moltiplicazione di canali ed una moltiplicazione degli operatori”. L’anno scorso – si legge nel rapporto – ogni italiano ha guardato la tv per 253 minuti al giorno, nel 2010 i minuti erano 246 e nel 2009 238. Al secondo posto c’é la Gran Bretagna con 242 minuti, poi la Spagna con 239, la Francia con 227 e la Germania con 225. Pur risentendo della crisi, quindi, i ricavi dell’industria televisiva europea hanno raggiunto quota 94,3 miliardi, crescendo del 2,7%, seppur meno rispetto al +5,6% nel 2010. A pesare sull’andamento del settore la contrazione dei ricavi netti da pubblicità  che, nel 2011, si sono fermati a 32,1 miliardi di euro, in calo dell’1% rispetto all’anno precedente ma con andamento molto diverso tra i paesi. In particolare Francia, Germania e Regno Unito mantengono livelli di crescita tra lo 0,5 e il 2%, mentre l’Italia segna un decremento del 3,1% e la Spagna addirittura del 10,2%. Continua a crescere la pay tv, pur rallentando rispetto all’anno precedente. L’incremento dei ricavi nel 2001 è stato del 5,7%, a 41,4 miliardi di euro. Negli ultimi anni – spiega ancora ITMedia Consulting – la moltiplicazione delle piattaforme di distribuzione ha attratto nuovi attori nel mercato tv e portato un significativo aumento del numero di canali: il multichannel nel 2011 rappresentava quasi la metà  del fatturato totale del mercato (il 48% a quota 46 miliardi di euro), rispetto al 45% nel 2010. “Mentre molti dati dimostrano che un numero crescente di spettatori si sta spostando dalla tv di tipo broadcast ai video online – conclude il rapporto -, sono in molti a ritenere che la tv tradizionale continuerà  a svolgere un ruolo importante nel modo in cui fruiamo dei contenuti video, tra i quali, guardare la tv costituisce il livello più alto”. (ANSA)