da direttore del ‘Messaggero’ a direttore del ‘Tg1’

Ormai l’abbiamo capito: la corsa di Mario Orfeo non prevede lunghe soste intermedie e l’andatura è quella di un galoppo costante e ritmato. Se nella primavera del 2011 era entrato a Via del Tritone come direttore del Messaggero, se solo qualche settimana fa aveva solennizzato il restyling del quotidiano romano con il conforto del tout-Rome e del tout-Milan, Orfeo già  scalpitava all’idea di approdare al Tg1, luogo ambito come pochi e insieme veicolo affollato più di guidatori che di passeggeri. Alla fine però, sbaragliando il nemico (Monica Maggioni e Marcello Sorgi), Orfeo si è così insediato su una delle poltrone più concupite dal giornalismo italiano, quella ammiraglia che ultimamente ha perso molto del suo appeal ed è stata al centro di infinite discussioni per non dire liti. La Rai Orfeo la conosce bene avendo guidato, e con onore, il Tg2 dal 2009 al 2011. Sa cosa trova e sa quale tuta mimetica deve indossare per evitare di farsi impallinare dai cecchini appostati sui tetti di Saxa Rubra.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 434 – Dicembre 2012

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