SANREMO: FESTIVAL DELL’AUSTERITY TRA COSTI E RICAVI

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BUDGET GIU’ DI ALMENO 1 MILIONE, MA SIPRA PUNTA A BOTTINO PIENO

(di Angela Majoli) (ANSA) – ROMA, 31 GEN – Risparmiare almeno un milione di euro sul budget di Sanremo e insieme ottimizzare gli introiti pubblicitari: è l’obiettivo ‘virtuoso’ del festival di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Il festival dell’austerity: se negli ultimi due anni i costi complessivi hanno viaggiato tra i 12 e i 13 milioni di euro (al netto della convenzione tra la Rai e il Comune di Sanremo, che vale 7 milioni l’anno), per il 2013 si parla di 11-12 milioni, con un taglio di circa il 10%, pari almeno ad un milione di euro. In totale, quindi, convenzione compresa, il festival dovrebbe costare tra i 18 e i 19 milioni, contro i 19-20 milioni delle ultime due edizioni. E austerity è la parola d’ordine per tutti: bocche cucite sui cachet, ma le cifre dello scorso anno – si parlò di 800 mila euro per Gianni Morandi, mentre 700 mila andarono al superospite Adriano Celentano, devoluti interamente in beneficenza – appartengono a ordini di grandezza definiti fuori della portata di questo festival. Nel frattempo, però, la Sipra punta almeno a pareggiare i ricavi pubblicitari, che negli ultimi due anni sono stati nell’ordine dei 14-15 milioni: un obiettivo che potrebbe anche essere superato, stando all’ottimismo che si respira nei centri media. Il festival dunque si ripaga all’80% con gli spot, ma formalmente è da considerare non un programma commerciale, ma da servizio pubblico: tra i generi imposti dal contratto di servizio alla Rai c’é la musica, anche leggera e contemporanea. Scorrendo i listini, si nota come la Sipra li abbia leggermente ritoccati al rialzo: “Evidentemente – spiega Francesco Siliato, docente di Sociologia delle comunicazioni al Politecnico di Milano – punta a monetizzare i risultati del 2012 e si aspetta gli stessi ascolti dell’anno scorso”. La media ponderata dell’Auditel 2012, su cinque serate, è stata di 11 milioni 122 mila spettatori pari al 47.3% di share (oltre 9,5 milioni la media per gli intervalli pubblicitari). Listini alla mano, per il primo break (intorno alle 21.15), 30 secondi sono stati offerti a 200 mila euro nella prima serata e in quella finale (10 mila euro in più rispetto ai 190 mila euro dell’anno scorso), a 150 mila euro nella seconda e nella terza serata (prezzo identico al 2012) e 170 mila nella quarta (20 mila euro in più). “Il valore al secondo – spiega Siliato, commentando le elaborazioni dello studio Frasi sui listini Sipra – è di 6.667 euro quest’anno, rispetto ai 6.333 euro del 2012, 300 euro al secondo in più”. Per il secondo break (alle 22.25), continua Siliato, “lo spazio da listino è rimasto a 200 mila euro per la prima serata e per la finale; il terzo, intorno alle 23, è a 170 mila euro per la prima serata, contro i 155 mila dell’anno scorso, ed è rimasto a 190 mila euro per la serata finale. Il quarto break, alle 23.40, è identico, 100 mila euro per la prima serata e 160 mila per la finale. Uguale anche il quinto: 50 mila euro per la prima serata, 90 mila per la finale”. Niente telepromozioni da 120 secondi, ma spot da 60 secondi: “Cinque passaggi vengono venduti a 2 milioni 310 mila euro. Rispetto alle telepromozioni 2012, il costo al secondo è un po’ più basso: scende da 8.900 a 7.700 euro”. Spazio anche a ‘minispot’ da 4 secondi per l’apertura dell’anteprima delle serate: l’offerta è a 210 mila euro per 20 passaggi. Chi compra tutta la sponsorizzazione (gli spot da 60 secondi, quelli da 4 secondi, promo da 5 secondi nell’access prime time, cartellonistica e web) “deve sborsare 3,6 milioni”. “In periodo di crisi Sanremo vale ancora di più”, conclude Siliato. “Con la moltiplicazione dei canali e la segmentazione dei pubblici trovare un programma in grado di produrre audience nell’ordine di 10 milioni di spettatori, fatta eccezione per lo sport o per eventi eccezionali, è sempre più difficile”.