RICICLAGGIO:PM,FASTWEB-TIS LA PIU’ GRANDE TRUFFA ITALIANA

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REQUISITORIA, ASSOCIAZIONE A DELINQUERE PER FRODE COLOSSALE

(di Marco Maffettone) (ANSA) – ROMA, 04 FEB – “Una frode colossale, la piu’ grande mai attuata in Italia messa in piedi da gente che ha messo le mani in tasca in ciascuno di noi”. Così i pm Francesca Passaniti e Giovanni Bombardieri nel corso della requisitoria nel processo per il maxiriciclaggio da due miliardi di euro messo in atto con un giro di false fatturazioni telefoniche. Tra gli imputati il fondatore di Fastweb, Silvio Scaglia, e l’imprenditore Gennaro Mokbel, considerato dagli inquirenti uno dei principali artefici del raggiro, e Stefano Mazzitelli, ex ad di Telecom Italia Sparkle (Tis). Per l’accusa il profitto ricavato dall’attivita’ illecita si attesta sui “260 milioni di euro, di cui una parte e’ stata recuperata dalla magistratura”. Secondo l’accusa, siamo in presenza di una “una pericolosa associazione per delinquere che al suo interno si avvaleva di singoli e specifici ruoli e sapeva muoversi con estrema disinvoltura con banche di mezzo mondo. Un’organizzazione criminale – ha insistito Passaniti -in cui niente avveniva per caso e che poteva contare sulla partecipazione alle operazioni illeciti di molti manager delle società  telefoniche Fastweb e Telecom Italia Sparkle (Tis)”. Il pm ha ricordato che sostanzialmente sono due le operazioni contestate “che hanno provocato allo Stato un danno per oltre 365 milioni di euro derivanti dal mancato versamento dell’Iva”. Per l’accusa il meccanismo “quasi perfetto” creato “a un certo punto si inceppa, anche perché prima di tutto alcuni dei protagonisti hanno cominciato a litigare fra loro”. C’era il gruppo “guidato da Mokbel che aveva fatto esperienza sull’evasione dell’Iva, c’era Carlo Focarelli, l’ideatore della frode grazie agli ottimi rapporti con i vertici delle società  telefoniche, e c’erano gli inglesi. Se non ci fosse stato il contributo di cassa delle società  telefoniche, deciso dai vertici, che hanno impiegato ingente liquidità  (poi oggetto di successivo riciclaggio) sapendo che poi avrebbero guadagnato molto di più, le due operazioni commerciali fittizie non ci sarebbero state”. La requisitoria, che proseguira’ anche domani, dovrebbe concludersi nell’udienza fissata per il 7 febbraio. (ANSA).