Internet: c’e’ l’esercito cinese dietro cyberattacchi negli Usa

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(ASCA) – Roma, 19 feb – C’e’ l’esercito cinese dietro centinaia di migliaia di hacker fra i piu’ pericolosi del mondo. Lo sostiene la Mandiant, societa’ consulente del governo americano per la sicurezza informatica, che ha identificato la fonte di numerosissimi cyberattacchi all’interno di un anonimo stabile di Shanghai. In un rapporto, l’azienda americana sottolinea l’attivita’ di un gruppo, nominato APT1 (Advanced Persistent Threat, minaccia persistente avanzata), che avrebbe violato una enorme mole di informazioni e messo nel mirino alcune infrastrutture importanti, come le attivita’ energetiche statunitensi. L’APT1, sostiene il rapporto, e’ in grado di condurre una campagna di spionaggio su internet perche’ ha il sostegno diretto del governo cinese. L’organizzazione sarebbe infatti una filiale dell’Esercito di liberazione del popolo, denominata Unit 61398 e le tracce dei suoi attacchi riconducono a un palazzo di 12 piani nei sobborghi di Shanghai. Secondo Mandiant, che ha analizzato il materiale di tre anni di inchieste sugli attacchi subiti dai quotidiani, dalle agenzie governative e dalle societa’ Usa, il gruppo conterebbe sull’operato di migliaia di impiegati. Lo stesso presidente Barack Obama, nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 12 febbraio scorso, aveva rivelato che una delle sue piu’ grandi preoccupazioni era rappresentata proprio dalla capacita’ di organizzazioni straniere di infiltrarsi all’interno delle infrastrutture americane. La Cina ha tuttavia smentito le rivelazioni. ”Non e’ professionale ne’ responsabile fare delle accuse senza fondamento, senza prove tangibili e questo non contribuisce a risolvere i problemi che contano”, ha dichiarato da Pechino il portavoce del Ministero degli Esteri.