Di noi si fidano

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Dice l’editore Giovanna Mazzocchi, che spiega come il suo Quattroruote sia diventato un sistema di informazione al servizio dei consumatori e dei costruttori. E racconta che per combattere la demonizzazione di cui l’automobile è vittima in Italia ha deciso di candidarsi al Senato per la lista Monti.

In Italia si vendono sempre meno auto: nel 2012 siamo tornati ai livelli del 1979, con un milione e 400mila vetture. Nell’arco di soli cinque anni il mercato si è quasi dimezzato, perdendo un milione e 100mila unità . Una flessione senza paragoni in Europa.
Se poi si considera che l’irrefrenabile crisi della carta stampata bastona soprattutto i periodici, se ne deduce che agli editori di periodici automotive tocca l’oscar della sfiga, sommando insieme gli effetti di due crisi epocali. I numeri della diffusione sembrano avallare il crudo sillogismo, a una prima lettura. Dal 2009 al 2012 l’editoria di settore ha perso quasi 500mila copie fra edicola e abbonamenti, scendendo da un milione 530mila copie a un milione 51mila (2012). Al Volante (Universo) e Quattroruote (Editoriale Domus), testate leader del settore, hanno lasciato per strada in quattro anni circa 100mila copie a testa. Am, il mensile terzo incomodo della Conti, ha limitato (si fa per dire) le perdite a 50mila copie.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 436 – Febbraio 2013