Pechino dichiara guerra alla Rete

Il dittatore cinese Xi Jinping non ha esitato a usare termini militari per spiegare che è necessario “un esercito forte” per “conquistare il fronte dei nuovi media”. E’ dalla Rete che il governo cinese ha molto da temere ed è da essa che deve e vuole difendersi. E, cioè, senza risparmiare colpi. In una riunione tenuta a Pechino ad agosto i cui contenuti stanno emergendo solo in queste ore, Xi Jinping si è rivolto all’élite che si occupa della propaganda del partito dichiarando guerra a quel territorio libero e quindi altamente pericoloso che è costituito da Internet e dalle diavolerie che ne sono derivate (blog, siti di informazione, chat etc.) Gli strumenti e i metodi per fare fronte a questo intangibile e potente nemico sono insieme ipersofisticati (grazie a una pattuglia di agguerriti internauti fedeli alla linea del partito) e old-fashioned, (la minaccia di arresti senza processo o, quando proprio necessario, dopo rapidi processi-farsa con accuse classiche come corruzione, istigazione alla prostituzione e amenità varie).
Mercoledì 4 settembre un editoriale del Quotidiano del Popolo firmato dal presidente dell’agenzia Nuova Cina, Li Congjun, aveva già nel titolo il programma e lo slogan: “Prendere una dura iniziativa nel lavoro di controllo dell’opinione pubblica”. Nel pezzo si fa esplicito riferimento alla riunione di agosto ricordando che “occuparsi dei nuovi fronti” è diventata per l’imponente apparato di partito una “priorità assoluta”. E per chi non avesse capito, l’autore spiega: “Bisogna rinforzare il controllo delle nuove tecnologie e dei nuovi utilizzi di Internet, regolarne la diffusione, aumentarne le forze di supervisione delle informazioni nocive e dei pettegolezzi sulla Rete, guidare in maniera attiva gli internauti”. Sotto accusa i media occidentali che “continuano a influenzare l’opinione pubblica mondiale” allo scopo di “indebolire il nostro Paese”. (d.s.)
Nient’affatto casualmente, nello stesso giorno sul Quotidiano dell’esercito popolare di liberazione è apparso un altro editoriale-editto “per la battaglia destinata a conquistare l’opinione pubblica su Internet”. Sul foglio delle forze armate cinesi si scrive, nero su bianco: “Il nostro esercito non ha mai avuto paura di affrontare i ‘nemici visibili’ ma ora il nostro compito è quello di imparare a combattere quelli ‘invisibili’ (…) e contrattaccare rapidamente e risolutamente con la cattiva ideologia, la cultura e il pensiero decadenti”. Sotto accusa Twitter (“diventato una forza invisibile per l’occidentalizzazione e il separatismo”) e, più in generale, la Rete (“luogo naturale per i servizi segreti stranieri per incitare la ribellione e carpire segreti”). La guerra è lunga ma gli esiti imprevisti.

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