Lo spionaggio dell’Nsa può costare alle imprese tecnologiche usa 180 miliardi

I governi non si fidano di Huawei per appaltare le loro comunicazioni: temono di essere spiati dalla Cina. Il responsabile tecnico dell’azienda rassicura: “non siamo una minaccia alla sicurezza nazionale”. Ma il rischio rimane: un Paese autocratico non garantisce la riservatezza.

Con il Datagate le aziende statunitensi rischiano di generare la stessa diffidenza. Forrester Research ha stimato che può costare alle aziende tecnologiche degli Usa 180 miliardi di dollari entro il 2016, lo scrive Bloomberg.

C’è quindi una ragione economica dietro le petizioni lanciate da Google, Yahoo e Facebook per chiedere al governo più trasparenza nella richiesta di informazioni dirette ai servizi di intellicence.

I riflessi negativi del datagate si sono già visti su Lavabit, il provider di email crittografate. Quest’estate ha chiuso perché il governo voleva a tutti i costi accedere alla corrispondenza: se un servizio per l’invio di email sicure non garantisce la riservatezza, non ha più senso. E questo è solo l’inizio. Bruce Schneier, esperto in sicurezza, si chiede sulle pagine di Forbes “I compratori stranieri si fideranno ancora dei prodotti americani dopo il datagate?”

Non è ancora stato chiarito se l’Nsa agisca nello spionaggio di massa o se abbia anche chiesto di inserire delle backdoor nei prodotti di altre aziende, con cui poter applicare un controllo esteso e diretto su ogni singolo prodotto,

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