La voce rivoluzionaria del Papa

Da quando il gesuita Jorge Mario Bergoglio è stato eletto Papa, a via di Porta Pinciana 1, sede della Civiltà Cattolica, c’è la coda. Non che prima questa autorevole rivista curata dai gesuiti e fondata addirittura nel 1850 non se la filasse nessuno, solo che i suoi prestigiosi quaderni
quindicinali venivano considerati roba solo da esperti: uomini di profonda cultura, credenti e non, teologi ‘à la page’ e così via. E poi si sapeva che i suoi scritti, prima di andare in stampa, venivano sempre passati al setaccio, dalla A alla Z, da Angelo Bertone, il che non era un buon viatico per chi, viste anche le incresciose turbolenze che stavano scuotendo i palazzi vaticani, non aveva troppa simpatia per le idee e i comportamenti del segretario di Stato. Non che i ferratissimi gesuiti non gli tenessero sempre testa – e a volte, a furia di insistere con solide argomentazioni, la spuntavano anche – quando si trattava di scegliere i temi e il taglio da dare agli articoli, ma, si sa, le voci corrono e l’ombra ingombrante di quella fin troppo assidua presenza aveva fatto venire ai fan della rivista un po’ d’orticaria.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 442 – Settembre 2013

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