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Al marketing dei contenuti manca una strategia. Produrre articoli mediocri non è sufficiente

Nel regno della pubblicità il contenuto è il monarca. È stato il mantra dell’Advertising week, tenutasi la scorsa settimana a New York. Ed è la direzione che sta prendendo il marketing online: i contenuti sponsorizzati (brandend content) pubblicati sulle testate giornalistiche prenderanno il posto dei banner.

Secondo Tom Fishburne [1], veterano del marketing innovativo, il marketing dei contenuti deve aver ben chiaro che agli utenti non interessa un articolo di per sé, sono le storie a catturare l’attenzione. La difficoltà in questo nuovo panorama è creare qualcosa che coinvolga il lettore per molto tempo, e scrivere post sponsorizzati in quantità non è la soluzione.

Fishburne segnala l’articolo di Joe Pulizzi [2]:

La maggior parte dei contenuti prodotti dalle aziende attraverso post, newsletter e contenuti sui social network è terribile. In molti casi il contenuto è autoreferenziale e poco utile.

Insomma se i contenuti sponsorizzati sono in teoria una strada efficace per la pubblicità del futuro, finora manca di strategia, orientamento al risultato e affidabilità.