La (possibile) Costituzione 2.0 della Gran Bretagna

La Gran Bretagna è in dubbio se dotarsi di una costituzione scritta e abbandonare così il vigente sistema di common law. I ricercatori della London School of Economics si stanno preparando alla sfida, attraverso il lancio di una campagna per creare una carta costituzionale in crowdsourcing.

Conor Gearty, direttore dell’Institute of Public Affairs dell’università londinese e promotore dell’iniziativa insieme al dipartimento di Legge, al Public Policy Group e a Democratic Audit, l’unità di ricerca interna all’istituto dedicata a promuovere i valori democratici nel contesto britannico, ha lanciato il progetto lo scorso 8 ottobre e sul sito constitutionuk.com è possibile leggere gli ultimi aggiornamenti sulla campagna.

L’obiettivo della Lse è quello di far scrivere la Costituzione direttamente dai cittadini in rete, seguendo l’esempio di e-democracy partecipativa dell’Islanda, che recentemente si è cimentata nella redazione di una nuova carta costituzionale facendo ricorso al contributo degli utenti internet e dei social network.

“E’ ora di dare alla Gran Bretagna una Costituzione scritta e di farlo secondo le attuali modalità digitali” sentenzia il professor Gearty, intervistato dall’Espresso. Per una lettura completa dell’intervista, clicca qui.

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