Tre considerazioni negative e due positive sui banner e la pubblicità tradizionale sul web (VIDEO)

Che cosa sta succedendo alla pubblicità sul web? Hubspot ha raccolto dieci tendenze sul livello di engagement dei banner tradizionali. La lista riassume dati provenienti dal colosso nella raccolta del traffico ComScore e da società che si occupano di advertising online (Solve Media, GoldSpot Media e DoubleClick).

La considerazione di fondo è che, in media, le probabilità che un banner venga cliccato sono dello 0,1%. Percentuale che scende allo 0,04% per le pubblicità web standard, dalle dimensioni 468×60 (Fonte: DoubleClick). Inoltre, la maggior parte dei banner non lasciano traccia nella memoria degli utenti, al contrario dei cartelloni pubblicitari.

Dall’articolo di Hubspot emerge che:

1. l’8% degli utenti internet è responsabile dell’85% dei clic sui banner, ciò lascia intendere che sia un tipo d’interazione creata da software automatici e non da esseri umani (Fonte: ComScore);

2. in un mese, un utente medio viene esposto a 1700 banner (Fonte: ComScore);

3. circa il 50% dei click sui banner su mobile è accidentale (Fonte: GoldSpot Media).

Eppure questo tipo di pubblicità ha dei lati positivi:

1. i banner non interrompono la lettura e sono meno invasivi dello spam via email o dei popup pubblicitari che compaiono su una pagina web a intervalli regolari (a volte è molto difficile capire come chiuderli);

2. dal punto di vista degli inserzionisti, permettono di tracciare le abitudini di navigazione degli utenti con i cookie, i piccoli file lasciati sui computer dei naviganti con i dati sulle pagine visitate.

Solve Media CAPTCHA Type-IN from Solve Media on Vimeo.

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