Giornalisti uccisi in Mali forse per una faida sul riscatto di ostaggi

(ANSA) Potrebbe esserci una faida in seno alla composita galassia jihadista dietro l’uccisione dei due giornalisti francesi nel Nord del Mali, scatenatasi dal mancato accordo sulla spartizione del riscatto che Parigi avrebbe pagato per il rilascio di quattro ostaggi, per anni in mano agli integralisti islamici. Questa l’ipotesi che starebbe prendendo corpo sulle ragioni dell’assassinio di Ghislaine Dupont e Claude Verlon, un’azione che, contrariamente al copione seguito dagli jihadisti sinora, non ha ancora avuto una rivendicazione. Nè l’ondata di arresti e fermi eseguita nelle ultime ore di presunti fiancheggiatori del commando degli assassini ha sgombrato il campo dalle incertezze che una azione come quella che ha portato alla morte dei due giornalisti di Rfi – rapiti e trucidati nell’arco di appena poche ore – ha ingenerato non solo in Francia. Secondo il quotidiano Le Monde, per la liberazione dei quattro ostaggi francesi – che lavoravano per Arena e furono sequestrati ad Arlit – Parigi avrebbe pagato un riscatto tra i 20 ed i 25 milioni di euro. Una somma enorme la cui spartizione potrebbe avere scatenato una lotta intestina tra gli jihadisti e, quindi, l’esigenza per qualcuno di lanciare un segnale forte, come appunto l’emilinazione di Dupont e Verlon. (ANSA, 6 novembre 2013)

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