Le donne leggono più libri, gli uomini più quotidiani: l’indagine Istat sulla lettura in Italia

In Italia il 49,4% delle persone di 6 anni e più legge quotidiani almeno una volta alla settimana. Questa abitudine è più diffusa al crescere dell’età fino ai 74 anni (la quota maggiore si rileva tra i 55-59 anni con il 61,7%), riguarda più gli uomini (il 55,2% contro il 44% registrato tra le donne) e coinvolge maggiormente i residenti al Nord (56,8% contro il 51,5% del Centro e il 38,4% del Mezzogiorno). Nel Mezzogiorno fa eccezione la Sardegna dove la quota di lettori di quotidiani raggiunge il 63,2%, superando quella di molte regioni settentrionali. A dirlo sono i nuovi dati Istat diffusi oggi nell’Annuario statistico, un volume di oltre ottocento pagine che offre un ritratto completo e aggiornato del Paese e molte chiavi di lettura sui principali fenomeni ambientali, demografici, sociali ed economici.

Dall’indagine emerge anche che la popolazione di 6 anni e più che, nel 2013, si è dedicata alla lettura di libri (per motivi non strettamente scolastici o professionali) è pari al 43%. Contrariamente a quanto accade per i quotidiani, in questo caso sono le donne di tutte le fasce di età a mostrare un interesse maggiore per la lettura (pari al 49,3% del totale della popolazione femminile contro il 36,4% di quella maschile) e a leggere, inoltre, un numero maggiore di libri rispetto agli uomini (il 14,8% legge dodici libri o più contro il 12,6% dei maschi). Per contro questi ultimi sono più numerosi se si considerano i lettori occasionali: il 50,1% degli uomini versus il 46,6% delle donne.

Scarica qui il capitolo 8 dell’Annuario Statistico Istat dedicato a ‘Attività culturali e sociali varie’ in cui si parla, tra le altre cose, di informazione ed editoria (.pdf)

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