Siddi (Fnsi): "Grillo vuole veramente liberare la Rai dai partiti? Lo faccia in Parlamento"

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“Beppe Grillo vuole davvero liberare la Rai dai partiti? Lo faccia in Parlamento con gli atti che contano e con gli strumenti di cui dispone, avendo una considerevole rappresentanza di deputati e senatori”. Lo afferma il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, dopo l’ennesima esternazione dell’ex comico al Festival di Sanremo. “Basta con le invettive e con gli attacchi ai lavoratori dalle piazze degli eventi più popolari per fare la sua audience privata” – si legge in una nota della Fnsi. “Dell’importanza di un servizio pubblico radiotelevisivo, anche quando non va al meglio, i cittadini si accorgono quando non ce l’hanno o ne vengono privati, come accaduto in Grecia”.
E quanto ai “giornalisti morti viventi”, a Grillo la Fnsi chiede “rispetto e riflessione, perché per l’esercizio della libera attività di informare tanti sono caduti, ammazzati da terrorismo e mafie (Tobagi, Casalegno, De Mauro Francese, Siani, Spampinato, Fava, Alfano e tanti altri ancora): rispetto per la memoria e attenzione alla convivenza civile. Su questo e su propositi di riforma, a partire dalla liberazione della Rai dai partiti, operi in Parlamento e si confronti con i lavoratori e con le forze sociali: la porta del salone conferenze della Fnsi, intitolata a un caduto del giornalismo italiano (Walter Tobagi), è aperta. Per confronti e non per monologhi fatti di invettive e doppiezze”, conclude la nota.

Franco Siddi (foto Olycom)
Franco Siddi (foto Olycom)

 
Anche l’Usigrai si è espressa sull’attacco di Grillo alla Rai. Ecco la dichiarazione:

Un violento comizio contro la Rai e contro il Servizio Pubblico. Ancora una volta Beppe Grillo sceglie la via dell’insulto, approfittando dei riflettori offerti dal Festival di Sanremo. E ancora una volta si rifiuta di rispondere alle domande.
Questa continua aggressione contro migliaia di lavoratrici e lavoratori ha passato il segno.
Le forze democratiche intervengano per dire basta. Si offrono microfoni e riflettori a questi linguaggi squadristi. Mentre si fa calare il silenzio sulle forze libere e coraggiose che vogliono riformare e rilanciare la Rai Servizio Pubblico.