Carlo Freccero racconta il suo Roma Fiction Fest e anticipa a ‘Prima’: metterà in relazione la fiction italiana con quella europea e americana

“Questo Festival vuol rappresentare una mappatura dell’immaginario televisivo contemporaneo mettendo in relazione la fiction italiana con quella europea e americana. Ogni serata è a tema, ogni sala di proiezione ha la sua offerta particolare come se fosse un canale televisivo. La fiction italiana è Raiuno, la fiction americana è Sky o Mediaset, e poi c’è la fiction europea che è a metà tra la generalista e le specializzata”. Carlo Freccero, maitre à penser della televisione e neo direttore artistico del Roma Fiction Fest, al via dal 13 al 19 settembre all’Auditorium Parco della Musica, anticipa a Prima il programma a poche ore dalla consegna definitiva che è il suo manifesto politico-culturale. Ma dice subito: “Sono stato nominato il 14 luglio, e dunque, se questo Festival è possibile è solo grazie all’Apt che aveva già avviato la macchina e allo staff dei collaboratori (i collaudati Gaia Tridente, Marco Spagnoli e Simone Rainieri con la new entry Andrea Fornasiero, ndr) con i quali c’è stata un’intesa naturale perché ho visto una grande passione”

Carlo Freccero

Carlo Freccero

Freccero, gasatissimo, racconta un Festival molto denso, ricco di scelte, anteprime, protagonisti, eventi, dibattiti approfondimenti. Niente è scelt a caso ma tutto è filtrato attraverso la sua visione socio-filosofica . E non mancano le chicche. Per dire, si vedrà in anteprima mondiale How to get away with the murder il nuovo legal thriller della Disney firmato da Shonda Rhimes, la produttrice di Grey’s Anatomy e Scandal, che debutterà sul network americano Abc il 25 settembre. Mai successo prima al Roma Fiction Fest.

Il Festival divide rigorosamente la fiction italiana da quella internazionale: due mondi ancora lontani, il primo “in transizione, sospeso tra passato e presente, l’altro che sta già nel futuro”, spiega Freccero. ”E hanno due pubblici completamente diversi : ecco perché ho voluto due concorsi e due giurie separate”.

L’Italia. Alla sezione italiana Freccero ha lavorato con molta cura scegliendo le sei anteprime che fotografano lo stato dall’arte. “Naturalmente ho cominciato dalla fiction civile che è importantissima e apriremo con ‘Ambrosoli’ per poi passare alla serialità di genere con la sua caratteristico mix di localizzazione e universalità che affonda le radici nella ‘Piovra’. E volendo sottolineare che anche in Italia c’è in qualche modo uno stile per ogni casa di produzione ho selezionato tre modelli: quello pedagogico della Lux Vide, che è il più tradizionale, a cui ho affiancato quelli di Taodue e Cattleya che introducono elementi di innovazione nell’alveo generalista, sono esempi di una fiction di transizione che si sta ibridando col cinema”. Saranno in scena,quindi, Il bosco, il nuovo giallo Tao con Eros Puglielli alla regia, il thriller politico Cattleya Ragion di stato di Marco Pontecorvo, Giulietta e Romeo nella versione Lux diretta da Riccardo Donna, oltre alla Narcotici prodotta dalla Gootime che vede alla regia Michele Soavi.
Ma nel contesto italiano Freccero ha voluto assolutamente far spazio al Candidato, una satira delle politica in pillole con Filippo Timi protagonista (è una serie web prodotta da Cross che sarà trasmessa all’interno del nuovo ‘Ballaro’ di Massimo Giannini) che, spiega, “‘è la risposta idiota a Frank Underwood”.
Usa- Della nuova produzione americana questo Festival è lo specchio più completo e fedele. “Via i buoni sentimenti e gli eroi positivi”, premette Freccero perche “l’immaginario è tutt’altro che sereno e niente come la fiction americana è capace di raccontare il senso di paura e di incertezza quotidiana che oramai ci pervade tutti”. Il prodotto americano ha raggiunto una tale capacità critica nei confronti della società che Freccero ha coniato per esso lo slogan “fingiamo che sia fiction” come dire purtroppo che tutto più vero del reale.
Il programma individua alcuni prototipi: il political drama, di cui il celebrato ‘House of Cards’ è il portabandiera. Alla serie Netflix che svela i segreti e le macchinazioni del potere e’ dedicata una grande serata con in visione le prime due puntate della nuova serie.
Ma c’e’ spazio anche per prodotti sci-fi tipo ‘Extant’, prodotta da Steven Spielberg sui misteri di un volo spaziale; e per il ‘queer’, ovvero l’incertezza dell’identità, come ‘Trasparent’ sui turbamenti di un capofamiglia che vuole cambiare sesso, e lo psico-thriller con l’attesissima ‘Fargo’ prodotta dai fratelli Coen, tratta dall’omonimo film, con il loro tradizionale noir popolato di perdenti.
Ma c’e’ tanta altra carne al fuoco: i nuovi episodi della celebre Homeland con la masterclass tenuta dal suo autore Gordon Howard, la maratona di ‘Walking dead’ e il dibattito con la sua produttrice, Gale Anne Hurd, il thriller-fantasy ‘Teen wolf’, l’horror di The after scritto da Chris Cartes, il creativo di ‘X-file’ e prodotto da Amazon e i nuovi vampiri di ‘The strain’ firmata dal creativo di Lost Carlton Cuse. Senza dimenticare Allison Tolmann la protagonista di Fargo che verrà appositamente per l’anteprima della serie.
Ma l’occhio del Festival si allarga anche alla nuova fiction europea che Freccero ha scelto di raccontare dal punto di vista del crime dato che “ogni paese ha imparato a trattare questo genere declinandolo nel poliziesco, nel giallo, nel noir secondo moduli identitari e ben riconoscibili”. In primo piano “i paesi nordici che hanno completamente rinnovato il genere e poi c’è la fiction inglese che è ormai al livello di quella americana” stigmatizza Freccero. Tra le novità Occupied, il political thriller scritto dal norvegese Jo Nesbo, che sarà presentato dalla produttrice Marianne Grey, mentre i fan di The Bridge scopriranno la versione anglo-francese del format scandinavo di cui Fox International Channels ha fatto il remake americano.
Inoltre, fondamentale, un grande focus sulla fiction della Turchia che vive un grande risveglio: in scena le otto produzioni più viste nei paesi arabi del periodo del Ramadan.
E come al solito tanti incontri discussioni e convegni. Da non mancare l’appuntamento sulla lunga serialità e tra le curiosità la masterclass animata da Sergio Silva e Mario Gianani, l’uno il padre della serialità italiana e l’altro esponente della nuova fiction contaminata dal cinema.
E per chi poi non soddisfatto della abbuffata volesse ripassare il Festival ci sarà un catalogo-libro – supervisore Freccero – con interviste e saggi inediti su quel che ha passato il convento.

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