Sul diritto all’oblio dibattito pubblico il 10 settembre a Roma, organizzato da Google

Come contemperare il diritto all’oblio di ogni singola persona con il diritto generale del pubblico di sapere? La domanda è diventata di attualità dopo la sentenza della Corte di giustizia europea del 4 giugno scorso che ha imposto ai motori di ricerca di rimuovere, su richiesta dei cittadini che lo richiedano, i link ad articoli e altri contenuti online giudicati imbarazzanti o pregiudizievoli per la loro reputazione, nel caso siano non accurati o ormai superati.
La questione sarà discussa il 10 settembre a Roma in un incontro pubblico organizzato da Google all’Auditorium Parco della Musica. L’obiettivo: raccogliere testimonianze e opinioni autorevoli sui problemi emersi dopo la sentenza della Corte Ue, che ha suscitato non poche perplessità nel mondo dell’informazione. Le reazioni più critiche sono arrivate dai media inglesi, in particolare dal Guardian, dal Daily Mail e dalla Bbc, che hanno denunciato casi in cui il diritto all’oblio si è tradotto quasi una forma di censura, una cancellazione della storia a scapito del diritto d’informazione e della libertà di parola sanciti dalle carte fondamentali.
I motori di ricerca, chiamati per effetto della sentenza Ue a giudicare sulla fondatezza delle richieste di rimozione presentate dagli utenti, si muovono in un terreno nuovo e insidioso, e cercano il conforto degli esperti per evitare passi falsi e interpretare nel modo corretto i nuovi obblighi.

Erich Schmidt, presidente di Google, con David Drummond, capo dell’ufficio legale,

Google ha costituito a questo scopo un Comitato consultivo, composto dal presidente della società Erich Schmidt, dal capo dell’ufficio legale, David Drummond, e da autorità internazionali come Jimmy Wales, presidente di Wikipedia, il filosofo Luciano Floridi, Sabine Leutheusser Scharrenberger, ex ministro della giustizia tedesco, Sylvie Kauffman, direttore editoriale del quotidiano Le Monde, Frank La Rue, inviato speciale dell’Onu per la libertà di opinione ed espressione, Jose Luis Piñar, direttore dell’agenzia spagnola per la protezione dei dati, Lidia Kolucka-Zuk, ex direttore del Trust for Civil Society in Europa centrale orientale, e Peggy Valcke, ricercatrice dell’Università di Leuven, in Belgio.
Nell’incontro di Roma i membri del Comitato si confronteranno con otto esperti italiani: Elio Catania, presidente di Confindustria digitale, Alessandro Mantelero del Politecnico di Torino, Oreste Pollicino dell’Università Bocconi, il giornalista Gianni Riotta,
Massimo Russo, direttore di Wired Italia, l’avvocato Guido Scorza, esperto di diritto della Rete, la scrittrice e attivista Lorella Zanardo, e il giurista e filosofo del diritto Zeno Zencovich.
L’incontro romano fa parte di un giro delle capitali europee organizzato da Google. Gli altri appuntamenti sono previsti tra settembre e dicembre a Madrid, Parigi, Varsavia, Berlino, Londra e Bruxelles.
L’incontro di Roma sarà trasmesso anche sul sito del Comitato consultivo.

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