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Ecco le 7 regole degli imprenditori per comunicare l’eccellenza enogastronomica italiana. A cura del Laboratorio Gavi

Come si racconta ‘La Buona Italia’? Quali sono gli elementi essenziali della valorizzazione internazionale delle nostre eccellenze enogastronomiche, e delle filiere virtuose che integrano la produzione agricola alla natura, alla cultura, al contesto territoriale di cui sono espressione? Quali ‘storie’ raccontare? Come narrarle, per promuovere efficacemente non solo i prodotti, ma le destinazioni di cui sono testimonial, sostenendo nel contempo una proposta turistica costruita sulle esperienze e sulle passioni?

A queste domande hanno risposto durante i lavori del Laboratorio Gavi, i 50 partecipanti selezionati tra imprenditori e manager, istituzioni, uomini di cultura e comunicazione, giornalisti che il 30 agosto insieme si sono confrontati al Forte di Gavi sulle ‘buone pratiche’ e sulle regole della promozione internazionale dell’identità di prodotti e territori italiani, a partire dalla case-history del Consorzio Tutela del Gavi.

Come riporta il comunicato stampa, due le principali esigenze indicate: la prima è la necessità di operare insieme, Pubblico + Privato, finalmente come ‘Sistema Italia’, rompendo i diffusi particolarismi da cui è popolato il nostro settore enogastronomico e puntando all’alleanza e al networking per vincere nello scenario globale. L’Italia è il Paese della Filiera della Bellezza, questa deve essere la visione comune di tutte le sue migliori forze produttive.
L’altra soluzione è rappresentata dalla forte connessione con l’Arte e la Cultura, che costituisce il valore aggiunto anche della produzione enogastronomica, se è vero che il mercato globale non acquista solo il contenuto e il pack di un prodotto, ma anche le storie’, le esperienze, le suggestioni che sa creare. [1]

‘Testimonial’ e paradigma di questa riflessione è il territorio del Gavi, il Grande Bianco Piemontese che miete successi in tutto il mondo: nel 40° anno della DOC del Cortese di Gavi, il Consorzio che lo tutela ha dato vita al progetto Laboratorio Gavi, durante il quale sono state anche presentate le prime ‘Storie del Gavi’ – Arte e Cultura, Agricoltura e Turismo – con un video realizzato in collaborazione con Philippe Daverio e una Moleskine personalizzata, a tiratura limitata. Il Laboratorio Gavi e le Storie del Gavi sono progettati e sviluppati da The Round Table, l’agenzia di Comunicazione e Media Relations del Consorzio Tutela del Gavi.

Il Laboratorio Gavi ha rappresentato un’esperienza inedita, con un riscontro assai positivo tra i partecipanti e tra gli ascoltatori della diretta in streaming sul sito www.gavi972.it, e dove presto sarà linkato il montaggio dell’intera mattinata. I 25 imprenditori, manager, uomini di cultura, comunicatori e rappresentanti istituzionali presenti al Forte di Gavi si sono confrontati con 25 giornalisti nazionali e locali lanciando altrettante hashtag-soluzioni, poi confluite in ‘7 Regole per la Buona Italia’:

1. La Filiera della Bellezza
Territorio, Arte & Cultura, Agricoltura, Turismo: ama il tuo territorio, gustane i prodotti, e salva la Buona Italia
2. Cultura della Terra  Sviluppo Economico
La Cultura produce Economia, se ben integrata alla valorizzazione del Territorio.
3. Comune Visione
Insieme, a 360°, facendo rete e innovando, parte attiva di un disegno strategico.
4. Pubblico + Privato
Istituzioni, Imprese e Professionisti possono e devono fare squadra, interpretando al meglio il proprio ruolo
5. Muoversi nel Mondo
Per vendere un Prodotto il suo Produttore deve viaggiare per il mondo consumando scarpe e valigie.
6. Il colore della Comunicazione
La Comunicazione dell’Enogastronomia è narrazione, coinvolgimento, emozione.
7. Unione Italia
Oltre i particolarismi territoriali, la Buona Italia può competere nel mondo solo se unita.

L’insieme – gli hashtag e le 7 regole – hanno creato l’opera partecipata ‘La Buona Italia’ creata e dipinta live dall’artista visualizer Arianna Ruffinengo.

Tra i presenti, coordinati dalla giornalista e critica enogastronomica Roberta Schira: il Presidente e il Direttore del Consorzio Tutela del Gavi Gian Piero Broglia e Francesco Bergaglio; il Critico d’arte Philippe Daverio; il Direttore Artistico di Expo 2015 Davide Rampello; il Vicepresidente di Piemonte Land of Perfection Andrea Ferrero; il Direttore di Federculture Claudio Bocci; la co-autrice di Italian Factor Barbara Santoro; il Direttore Generale dell’UPA Giovanna Maggioni; gli imprenditori Fabio Berti Riboli (Golf Club Colline del Gavi) e Vittorio Invernizzi (Terme di Lurisia); i Top Manager Maria Sebregondi (Moleskine) e Daniela Bricola (Serravalle Designer Outlet / McArthurGlen); i giornalisti e critici enogastronomici Federico Quaranta (Decanter) e Paolo Massobrio (Golosaria); lo chef bi-stellato Marco Sacco; il Direttore della European Museum Academy Foundation Massimo Negri; l’agronomo Davide Ferrarese; il Past-President del Cosmit/Salone del Mobile Carlo Guglielmi; il Docente e Ricercatore Luigi Pagliantini; l’Architetto urbanista Massimo Zucconi.
Hanno inoltre partecipato con altrettanti videointerventi l’Ambasciatore di Expo 2015 per le Belle Arti della Regione Lombardia Vittorio Sgarbi, l’imprenditore della comunicazione Gaddo Della Gheardesca, il presidente della Camera di Commercio Britannica in Italia John Law, la Direttrice dell’Ente di Promozione dei Vini della Borgogna Françoise Roure.

Il Laboratorio Gavi fa parte del più ampio progetto di comunicazione che The Round Table sta sviluppando per il Consorzio Tutela del Gavi, insieme all’attività di Media Relations e ad alcune iniziative di Marketing Relazionale come il Progetto ‘Sushi&Gavi’. ‘Storie del Gavi’ è invece l’insieme degli strumenti di narrazione di questo Territorio unico, in cui convivono bellezza, cultura, patrimonio e ingegno.

Commenta cosi Francesco Moneta, Fondatore di The Round Table e ideatore dell’evento: ‘L’attività che stiamo sviluppando per il Consorzio Tutela del Gavi deriva dalle nostre competenze in materia di Brand Heritage di Aziende, Istituzioni e Territori, specie in occasione di anniversari ‘tondi’. Ci affascina la sfida di contribuire alla promozione delle nostre eccellenze non solo enogastronomiche, che integrano il ‘saper fare’ al contesto culturale, sociale e ambientale di cui sono espressione.’