Magdi Cristiano Allam risponde all’accusa di ‘islamofobia’: Ben venga una condanna se fermerà i taglialingue

L’editoriale pubblicato oggi sul Giornale di Magdi Cristiano Allam contro il quale è stata aperta una procedura dell’Ordine dei giornalisti con l’accusa di islamofobia. Scrive Allam:

Quanti italiani sanno che l’Italia è entrata in guerra al fianco della Nato per combattere i terroristi islamici dell’Isis (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante)? Pochi. Quanti italiani sanno che, con la complicità dell’Ordine dei giornalisti, gli islamici hanno già affermato in Italia il principio dell’islamofobia, cioè del divieto di criticare l’islam e i musulmani, con l’obiettivo di trasformarlo in reato penale? Pochissimi. È incredibile la cappa di disinformazione imposta dai principali giornali e telegiornali proprio mentre sull’altra sponda del Mediterraneo si sta perpetrando il genocidio dei cristiani e di altre minoranze etnicoconfessionali e, su questa nostra sponda sta per esplodere il terrorismo islamico autoctono, frutto avvelenato della filiera che dalle moschee e dai siti internet, attraverso il lavaggio di cervello, ha trasformato solo qui in Italia una cinquantina di italiani in robot della morte nel nome di Allah. Da sempre la propaganda attraverso i mezzi di comunicazione di massa rappresenta un’arma fondamentale per vincere le guerre. Bisogna prendere atto che gli islamici, dai Fratelli Musulmani a Bin Laden all’Isis, lo fanno in modo efficace. Ma ciò che sconvolge è che l’insieme dell’Occidente rifiuta di guardare in faccia alla realtà di questa Terza guerra mondiale, tentando di sminuirla sul piano politicomilitare immaginando che possa essere risolta con dei bombardamenti aerei contro le postazioni dell’Isis in Irak e patteggiando direttamente con i nostri terroristi islamici il loro rientro in patria. Ne consegue che, sul piano dell’informazione, si tende ad occultare la realtà o a negare l’evidenza, addirittura al punto di allearsi con i nostri aspiranti carnefici illudendosi – come disse Churchill dopo l’Accordo di Monaco del 1938 – che nutrendo il coccodrillo saremo gli ultimi ad essere mangiati. Ebbene se di fronte a casa nostra la carta vincente degli islamici sono i tagliagole con il macabro rituale delle teste mozzate esibite come trofei, dentro casa nostra la loro carta vincente sono i taglialingue che imporranno l’islam come l’unica religione che non può essere criticata, da accettare acriticamente su un piano di parità con l’ebraismo e il cristianesimo a prescindere dalla realtà di Allah, del Corano, di Maometto, della sharia, delle moschee, delle scuole coraniche, dei tribunali islamici, delle conversioni forzate, dell’omicidio degli apostati, dell’oppressione delle donne, delle «fabbriche» nostrane del terrorismo, del condizionamento petrolifero, del ricatto finanziario, del collaborazionismo accademico e giornalistico. A proposito di disinformazione chiedo all’Ordine dei giornalisti se sono al corrente del fatto che l’avvocato degli islamici che li ha convinti a processarmi per islamofobia, da settimane diffonde sui suoi profili Facebook delle frasi sull’islam e sui musulmani attribuendomene la paternità, senza dire che sono invece frasi dette da altre persone che ho intervistato e riportato come giornalista. Vi lascio immaginare il clima d’odio che sta alimentando nei miei confronti e le reazioni esagitate di chi non vede l’ora di sgozzarmi e decapitarmi.

Magdi Cristiano Allam (foto IlGiornale)

Magdi Cristiano Allam (foto IlGiornale)

Ma soprattutto vorrei ricordare all’Ordine dei giornalisti, che è di per sé un’anomalia in uno Stato di diritto e in una democrazia compiuta, che – stando a quanto riportato nella comunicazione che ho ricevuto sull’avvio del procedimento disciplinare per islamofobia – se si dovessero vietare le «affermazioni di carattere generale sulla religione islamica e coloro che la osservano», sarebbe la fine della libertà d’espressione. In sintesi l’Ordine dei giornalisti ci dice che si può criticare il terrorismo perpetrato dagli islamici ma non si può criticare l’islam, anche se i terroristi sgozzano e decapitano nel nome di Allah, ottemperando ai versetti coranici ed emulando le gesta di Maometto. So bene che la mia condanna per islamofobia otterrà il plauso dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica e della Lega Araba, probabilmente dell’Onu, del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea. Ma sono certo che gli italiani insorgeranno contro l’attentato alla libertà e la resa agli islamici. Ben venga la mia condanna se servirà a porre fine all’Ordine dei giornalisti e a mobilitare gli italiani contro il terrorismo dei taglialingue.

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