L’evoluzione del consumo di informazione negli ultimi cinque anni (RICERCA)

La quota di utenti Internet che s’informa abitualmente via app su dispositivi mobili ha raggiunto il 20,4% del totale, circa 6 milioni di individui, e la quota di ‘non lettori’ di informazione di attualità ha toccato quest’anno il minimo degli ultimi cinque anni, confermando l’online come un formidabile veicolo d’informazione. A dirlo è la consueta ricerca di Banzai Media e Human Highway, giunta alla sesta edizione.

Le tre direttrici evolutive sono individuate nell’accesso mobile ai contenuti, nella progressiva differenziazione tra prodotti editoriali a pagamento e prodotti gratuiti e nella relazione sempre più stretta tra i siti d’informazione e i social network.

Per quanto riguarda il primo punto, emerge come il segmento dei fruitori abituali d’informazione online (web, mobile/app) sale nel 2014 al 48,7% degli utenti Internet maggiorenni, cioè 14 milioni di individui. La dimensione del segmento ha subito una forte accelerazione dal 2012 in conseguenza della diffusione dei device mobili e dell’aumento della frequenza di utilizzo dei servizi online in genere. La crescita degli utenti in mobilità produce l’effetto della moltiplicazione dei device abitualmente utilizzati per accedere a Internet: si passa dagli 1,9 medi del 2011 ai 2,2 device medi per utente del 2013 fino ai 2,5 del 2014. Gli utenti Internet in mobilità (su smartphone e/o tablet) raggiungono i 19 milioni, in crescita del 29% rispetto ai 14,7 milioni di un anno fa.

Chi ha fatto esperienza di lettura su tutti i formati non ha dubbi: secondo l’indagine, la miglior esperienza di lettura non è quella che si ottiene dal prodotto cartaceo (il 38,5% preferisce l’App, il 15% la carta) . La quota di chi preferisce la carta è leggermente calante negli ultimi anni e perde progressivamente appeal la lettura di quotidiani online, sui siti web.

A proposito della diversificazione dei prodotti gratuiti e a pagamento, dalla ricerca emerge che oggi molti editori di derivazione cartacea offrono due prodotti editoriali digitali profondamente diversi:

Quasi 1,2 milioni di individui dispongono di almeno un abbonamento a pagamento a un servizio d’informazione digitale. La stima che si può trarre da questo numero porta al numero di circa 1,8 milioni di abbonamenti attivi, una cifra coerente con i dati di ADS relativi alle digital edition di quotidiani, settimanali e mensili. La crescita è rallentata negli ultimi mesi e lascia intendere che non possa continuare al ritmo visto nel recente passato (raddoppio anno su anno). Per il prossimo anno si può stimare una crescita annuale vicina al 40%. Attraverso i tablet e le app l’industria dell’informazione di attualità sta finalmente ottenendo dei ricavi significativi. Nell’ultimo anno la diffusione dei principali quotidiani (perimetro di ADS) ha perso oltre 400mila copie cartacee e nello stesso periodo si sono aggiunti 187mila abbonamenti digitali (la cui gestione, però, è meno onerosa della carta).

Sul fronte dell’attività di condivisione delle notizie sui social, negli ultimi 38 mesi il numero di condivisioni degli articoli sui tre social network è aumentato del 400%, passando dalle 100mila medie di fine 2011 alle 500mila medie della primavera 2014. Il numero medio di condivisioni per articolo (amplifying power) mostra un trend in crescita del 200% negli ultimi 38 mesi. Ogni condivisione – spiega la ricerca – vale 4,4 visite social-driven: la condivisione genera un numero maggiore di occasioni d’incontro tra i lettori e il contenuto della testata. Chi condivide stimola la lettura e, talvolta, genera la visita di follower, amici e fan sulle pagine del sito Web della testata.

“L’ha detto la Televisione!”: la prima fonte di conoscenza della notizia rimane la televisione, con grande vantaggio rispetto agli altri mezzi, su valori stabilmente compresi tra il 40 e il 50% delle rilevazioni negli ultimi quattro anni.

“L’ho letto su Facebook!”: l’impatto di Facebook come fonte di prima informazione sale dal 5% degli utenti Internet nel 2011 al 14% del 2014.

Ecco la versione completa dell’indagine:

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