Benigni nella copertina del nuovo Ballarò targato Giannini: “Italiani, ricordatevi del futuro”.

“Sono un grandissimo fan di Ballarò, da quando lo presenta Giannini non ho perso una puntata”. E’ la battuta con cui Roberto Benigni ha accolto il nuovo conduttore di Ballarò Massimo Giannini, nell’intervista concessa per la prima puntata del talk di Rai3. Da Renzi a Berlusconi, da Draghi al Patto del Nazareno, Benigni non ha risparmiato battute, ma ha voluto chiudere il suo intervento con un messaggio agli italiani: “Sto dicendo una cosa con il cuore, con i sette cuori che ho adesso. Ci sono persone che non vedono nulla davanti e si ricordano solo del passato. Invece c’è un futuro meraviglioso da costruire insieme. Ognuno facendo la sua parte. Ricordatevi del futuro, è questa la frase con cui saluto gli italiani”. “L’Italia del 2020? La vedo come un paese felice, dove la gente lavora. Un paese pulito e rispettoso della natura… E questa è la Svizzera – ha scherzato -. L’Italia, invece, la vedo ancora meglio. Se noi italiani riprendiamo la nostra natura, quella imprevedibile e generosa, siamo imbattibili. Se costruiamo qualcosa insieme, siamo capaci di subire tutte le regole dell’Europa e del governo. Se vediamo la luce in fondo al tunnel…” Camicia bianca, in una location esterna, il premio Oscar ha preso anche di mira il premier: “Bisogna dare fiducia a Renzi. Uno che è riuscito a far vincere il Pd è capace di cose incredibili. Bisogna dargli fiducia per forza”. “Fa tante promesse, ma ora si è calmato – ha detto ancora -. Prima faceva una riforma al mese. Ora ci sono i mille giorni. Lui spera che ce ne scordiamo, ma io ti seguo giorno per giorno… Gli 80 euro sono stati un colpo bellissimo. Ha detto che sarebbero rimasti in busta paga e ha mantenuto la promessa. Sono rimasti solo quelli però, non c’è niente nient’altro perché non c’è lavoro, ma gli 80 euro sì, rimangono”. Benigni ha anche voluto salutare Romano Prodi (ospite in studio) e “i suoi 101 ospiti”, riferendosi ai franchi tiratori nell’elezione del presidente della Repubblica. Poi ancora battute su Mario Draghi, le ministre in carica (“Una ministra in topless non si vedeva dai tempi di Spadolini”), le banche (“Sono in crisi, non riescono ad arrivare alla fine del mese”) e le indagini in Emilia Romagna (“Quella dell’Emilia è una sciocchezza rispetto al Piemonte, all’Expo, al Mose. Tutto al nord. Bisogna stare attenti che la malavita non scenda al sud, è una cosa pericolosa”. “Sono europeista da prima di Carlo Magno – ha affermato Benigni -, ma l’euro è una moneta senza stato. Ci sono 28 paesi ognuno con un suo punto di vista. Di peggio c’è solo la sede del Pd. Se ognuno si libera dalle sue piccole cose e cede sovranità riusciamo a farla questa Europa. Non è uno scambio di regole ma di sogni. E questa è l’unica cosa che ci garantisce la pace”. (ANSA, 16 settembre 2014)

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