Il Cdr di Europa contro la liquidazione volontaria: “Ora azienda e Pd ci dicano la verità”

Sconcerto nella redazione di Europa dopo la notizia della messa in liquidazione volontaria della Edizioni Dlm Europa disposta ieri dall’assemblea della società. “Si tratta di una decisione irricevibile tanto più perché non motivata da urgenze finanziarie”, scrive il Cdr in un comunicato sindacale, chiedendo che “emergano con chiarezza quali operazioni siano realizzabili per scongiurare la cessazione delle pubblicazioni”. E conclude: “In assenza di risposte congrue l’assemblea dei redattori di Europa si attiverà in ogni modo per evitare che un’altra voce libera e democratica si spenga nel silenzio e nell’indifferenza”.

Ecco il comunicato integrale pubblicato sul sito Europaquotidiano.it:

I redattori di Europa hanno appreso con sconcerto che l’assemblea di Edizioni Dlm Europa ha oggi disposto la messa in liquidazione volontaria della società, nonostante «i conti in ordine e in pieno equilibrio patrimoniale», dando mandato al liquidatore ad avviare le procedure di cessazione delle pubblicazioni. Si tratta di una decisione irricevibile tanto più perché non motivata da urgenze finanziarie.

Stefano Menichini, direttore responsabile di Europa (foto Pdmodena.it)

Stefano Menichini, direttore responsabile di Europa (foto Pdmodena.it)

È da oltre sei mesi che i redattori di Europa attendono la concretizzazione dell’impegno della società e di esponenti del Partito democratico a rilanciare la testata con un progetto editoriale in grado di consolidarne la presenza sul web anche alla luce dei risultati conseguiti nell’ultimo anno.
Il presidente di Edizioni Dlm Europa Enzo Bianco e il vicepresidente Arnaldo Sciarelli nell’annunciare la decisione di messa in liquidazione della società hanno dichiarato che esistono «le condizioni aziendali e strategiche» perché la storia di Europa possa continuare. Arrivati a questo punto occorre, però, la massima trasparenza su possibili soluzioni editoriali per una testata che negli anni si è ritagliata uno spazio importante nel panorama del pluralismo democratico e, in particolare, dell’informazione politica.

Proprio perché Europa è un prodotto «giovane, ma vitale» come ha ricordato di recente il segretario del Partito democratico nonché premier, Matteo Renzi, chiediamo inoltre che, di fronte a una scadenza ultimativa quale quella decisa, tutte le attività e i contatti intercorsi in questi mesi per lo sviluppo del progetto editoriale emergano con chiarezza al fine di poter individuare con assoluta trasparenza se e quali operazioni siano realizzabili per scongiurare la cessazione delle pubblicazioni.
A questo scopo il Cdr, che si è attivato già presso la Federazione nazionale della stampa per la difesa dei posti di lavoro, chiede al vertice dell’azienda e ai dirigenti del Pd un incontro atto a verificare la concretezza delle manifestazioni di interesse dichiarate. In assenza di risposte congrue l’assemblea dei redattori di Europa si attiverà in ogni modo per evitare che un’altra voce libera e democratica si spenga nel silenzio e nell’indifferenza.

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