L’associazione Stampa Romana: ecco perchè serve anche un referendum regionale

(ASCA) L’associazione Stampa Romana ha deciso di affiancare al referendum indetto dalla Fnsi sugli accordi contrattuali un proprio referendum regionale. In una nota, vengono illustrate le ragioni di questa scelta. “Una trattativa al buio. L’Asr ha sempre chiesto – si lege nel comunicato – che la trattativa contrattuale avvenisse alla luce del sole, coinvolgendo, a norma di statuto Fnsi, tutti gli organismi della categoria (commissione contratto, consulta dei fiduciari e cdr, commissione lavoro autonomo, giunta e consiglio nazionale) e il maggior numero possibile di colleghi. Questo non e’ avvenuto e la trattativa e’ stata condotta da una delegazione ristrettissima (3 persone), che non ha mai presentato scritti da verificare. I testi sono comparsi soltanto a cinque giorni dalla firma e come articolato praticamente definitivo”. “Il referendum nazionale.

L’Asr ha sempre chiesto – prosegue il comunicato del sindacato dei giornalisti del Lazio – che si svolgesse un referendum, anche se consultivo, prima della firma definitiva. Questo non e’ avvenuto. Allora la Asr ha chiesto che la consultazione avvenisse subito dopo la firma e in maniera trasparente. Anche questo non e’ stato concesso. Si e’ invece dato vita a un referendum nazionale del quale (a causa del quorum irraggiungibile) non verra’ nemmeno comunicato il risultato”. “La democrazia non e’ un optional. Ecco perche’, come ha sempre fatto in questi anni, la Asr – si legge ancora nella nota – ha deciso di restituire voce ai giornalisti del Lazio dando loro l’opportunita’ di esprimersi su accordi che modificano radicalmente gli istituti del contratto (vedi ex fissa), disegnano un modo diverso di retribuire gli autonomi, introducono nuove tipologie di assunzione (contratto depotenziato a termine, apprendistato ecc.). Elementi che incidono direttamente sulla vita e le tasche di tutti i giornalisti””Perche’ votare al referendum regionale. 1. Perche’ – scrive l’Associazione Stampa romana – il sindacato siamo tutti noi e la base ha il diritto di esprimere la propria opinione. L’elezione di un dirigente non e’ una delega in bianco. 2. Perche’ fra un anno e mezzo (primavera 2016) si torna a discutere il contratto ed e’ bene che chi siede al tavolo sappia che cosa pensano i giornalisti. 3. Perche’ il rapporto fra i giornalisti e i loro dirigenti sindacali va ricostruito su basi nuove e piu’ partecipate”. (Asca, 22 settembre 2014)

Rita Mattei, presidente Asr

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