La Russia verso la riduzione della partecipazione straniera nel settore dei media

(ANSA) In Russia si va verso la riduzione della partecipazione di imprenditori stranieri nel settore dei media. La Duma russa ha approvato oggi in prima lettura un progetto di legge che prevede che gli investitori stranieri – così come i russi che hanno doppia cittadinanza – non possono possedere più del 20% delle quote delle singole aziende del settore dei media né fondare nuovi giornali o emittenti radio e tv. La legge sui mass media attualmente in vigore prevede invece un tetto del 50% per gli investitori stranieri, ma solo in radio e tv. Il progetto di legge è stato presentato da tre deputati (uno del partito comunista, uno del partito liberaldemocratico del nazionalista Vladimir Zhirinovski e uno di Russia Giusta) ed è stato approvato quasi all’unanimità con 434 voti a favore e un solo astenuto. Prima di entrare in vigore – probabilmente nel gennaio del 2016 – deve essere approvato in seconda e in terza lettura. Potrebbero così essere costrette a rivedere la propria struttura proprietaria il quotidiano Kommersant, il quotidiano economico-finanziario Vedomosti (controllato da tre società straniere: la finlandese Sanoma Indipendent Media, la società britannica che pubblica il Financial Times e quella statunitense che pubblica il Wall Street Journal), il The Moscow Times che come National Geographic, Cosmopolitan e Grazia è pubblicato dalla finlandese Sanoma, il giornale gratuito Metro dell’omonima azienda svedese, Forbes che in Russia è edito dalla tedesca Axel Springer, le testate online Lenta.ru e Gazeta.ru della Rbc, e radio Eco di Mosca che in parte è controllata da Gazprom-media e in parte dalla statunitense Em Holding Company Llc. (ANSA, 23 settembre 2014)

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