Michele Santoro si mette alla ribalta in vista del debutto domani sera di Servizio Pubblico: “Questo è l’ultimo anno”

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(TMNews)  “È stata per me – dice Santoro – un`esperienza esaltante. Per la prima volta nella storia della televisione una produzione indipendente è riuscita a fare a meno delle grandi reti generaliste e ha portato il giovedì de La7 a competere alla pari con le grandi tv. Inoltre oggi posso dire con una certa fierezza che la nostra è un`azienda sana, dove tutti lavorano con contratti dignitosi”. “Voi sapete – scrive ancora il giornalista – che io ho sempre sentito la necessità di battere strade nuove e per questo motivo ho deciso che questa sarà l`ultima stagione di Servizio Pubblico.
Ho varato il progetto di Announo, che Giulia Innocenzi ha condotto al successo, e che riprenderà presto il suo cammino, per far comprendere a tutti la mia voglia di novità”.
A giudizio di Santoro “il dibattito sulla crisi del talk nasconde l`impoverimento progressivo della tv che è seguito al quasi monopolio del ventennio berlusconiano, l`impoverimento del nostro sistema industriale, l`impoverimento della nostra democrazia, l`impoverimento culturale dei grandi editori e più in generale della nostra classe dirigente”. “Assistiamo all`incredibile paradosso – osserva – di un calo della domanda del pubblico a cui corrisponde un`incredibile moltiplicazione dell`offerta”. “Solo due stagioni fa – scrive ancora Santoro – il tramonto di un`era politica ha moltiplicato la domanda di informazione. Lo sanno bene i giornali di carta stampata, che parlano tanto della crisi dei talk, forse per dimenticare quella delle loro vendite. Ma questo e l`uso spregiudicato di internet che fanno certe forze organizzate stanno creando un pericoloso senso comune. Quando Berlusconi emanava il suo editto bulgaro, quando usava tutto il suo potere per mettere a tacere Annozero, voi (e per voi intendo anche tanti che in quegli anni votavano Forza Italia) vi siete battuti contro la censura e ci avete dato la forza per sopravvivere a qualsiasi attacco”.

“Oggi – prosegue – non esistono per fortuna pericoli di quel tipo. Ma quando Grillo celebra la morte dei talk o quando Renzi sostiene che queste trasmissioni costruiscono un`immagine negativa dell`Italia siete portati a considerare innocue queste affermazioni e a dar loro ragione. Invece sbagliate. Prima di tutto perché ai politici dovrebbe essere proibito di fare qualunque affermazione che limiti la libertà di pensiero e di informazione. Senza trasmissioni come la nostra, il racconto della crisi della Prima Repubblica e di tangentopoli non sarebbe stato lo stesso, non si sarebbe parlato di mafia, del referendum sul maggioritario, delle guerre, dei sequestri, dell`inquinamento, di Berlusconi, della Trattativa, della Lega, di Grillo e degli esiti tragici dell`austerity di Monti”.
“I tg, con qualche eccezione, tendono a riprodurre l`ordine esistente, mentre i cosiddetti talk – osserva Santoro – sono costretti a cercare filoni, storie e protagonisti diversi. Se non ci fossero, bisognerebbe inventarli. Spetta a voi fare la selezione, cambiare canale, far sparire le imitazioni senza identità. Vi chiedo di seguirci attivamente, di criticarci severamente, di reagire alla nausea. La lunga avventura politica e culturale che ha assorbito la mia vita e quella di tanti miei collaboratori non sarebbe esistita senza di voi, senza il pubblico”.

“Quest`anno ho preso in prestito da Pina Bausch l`immagine delle sedie ribaltate sulla scena per frantumare il salotto televisivo e provare a cambiare le modalità e il ritmo della nostra narrazione. Ce la metterò tutta. Poi, l`anno prossimo, cominceremo insieme un nuovo viaggio. Ma il futuro si costruisce con il presente. Servizio Pubblico comincia domani. Vi aspetto”, conclude.

Michele Santoro
Michele Santoro