Antonio Pilati verso la presidenza Rai. Aldo Grasso sul Corriere si chiede: l’ispiratore della legge Gasparri, uomo di parte, è adeguato?

Aldo Grasso sul Corriere della Sera: Esplora il significato del termine: Ma è vero che Antonio Pilati sarà il prossimo presidente della Rai? O sono solo rumors infondati? Di Pilati, attualmente membro del cda di Viale Mazzini in quota Forza Italia, abbiamo sempre parlato bene, lodandone preparazione e competenza.

Avendo poi letto i suoi scritti siamo stati i primi a identificare in lui il vero ispiratore della «legge Gasparri», delle norme sul riassetto del sistema radio televisivo italiano. All’epoca, però, Pilati era anche commissario dell’Agcom, l’Autorità garante per le Comunicazioni, carica che ha ricoperto dal 1998 al 2005.

Bravo, preparato, competente e di parte. E infatti la «legge Gasparri», di cui in questi giorni si festeggia il decennale, mostra ora tutta la sua fragilità. Il passaggio al digitale terrestre (quasi tutto a carico della Rai) si appoggia su una tecnologia arretrata dagli evidenti limiti strutturali (Mediaset temeva la sfida satellitare); la concentrazione nel mercato tv e pubblicitario è ancora troppo elevata (sull’Italia pende una procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea); l’aumento a dismisura dei canali Rai e Mediaset ha fortemente penalizzato le Tv locali avviandole all’estinzione; al monopolio della Rai si sono sostituiti altri monopoli che soffocano la concorrenza. Prima di entrare nel cda della Rai Pilati è stato membro dell’Autorità garante della Concorrenza. Sempre consigliere, sempre garante, sempre bravo. Solo in Italia ci vogliono molte virtù per fare un vizio.
Ma è vero che Antonio Pilati sarà il prossimo presidente della Rai? O sono solo rumors infondati? Di Pilati, attualmente membro del cda di Viale Mazzini in quota Forza Italia, abbiamo sempre parlato bene, lodandone preparazione e competenza. Avendo poi letto i suoi scritti siamo stati i primi a identificare in lui il vero ispiratore della «legge Gasparri», delle norme sul riassetto del sistema radio televisivo italiano. All’epoca, però, Pilati era anche commissario dell’Agcom, l’Autorità garante per le Comunicazioni, carica che ha ricoperto dal 1998 al 2005.

Antonio Pilati e Fedele Confalonieri (foto Imagoeconomica-Corriere.it)

Antonio Pilati e Fedele Confalonieri (foto Imagoeconomica-Corriere.it)

Bravo, preparato, competente e di parte. E infatti la «legge Gasparri», di cui in questi giorni si festeggia il decennale, mostra ora tutta la sua fragilità. Il passaggio al digitale terrestre (quasi tutto a carico della Rai) si appoggia su una tecnologia arretrata dagli evidenti limiti strutturali (Mediaset temeva la sfida satellitare); la concentrazione nel mercato tv e pubblicitario è ancora troppo elevata (sull’Italia pende una procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea); l’aumento a dismisura dei canali Rai e Mediaset ha fortemente penalizzato le Tv locali avviandole all’estinzione; al monopolio della Rai si sono sostituiti altri monopoli che soffocano la concorrenza. Prima di entrare nel cda della Rai Pilati è stato membro dell’Autorità garante della Concorrenza. Sempre consigliere, sempre garante, sempre bravo. Solo in Italia ci vogliono molte virtù per fare un vizio.

http://www.corriere.it/politica/14_settembre_28/pilati-come-molte-virtu-fanno-vizio-0a04b030-46da-11e4-b58c-ffda43e614fc.shtml

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