L’offensiva d’autunno dell’Agi: la racconta l’amministratore delegato Di Giovanni

Gianni Di Giovanni, amministratore delegato dell’Agi, ama definirla ‘l’offensiva d’autunno’. Tre sono i capisaldi che riguardano la strategia dell’agenzia diretta da Roberto Iadicicco, il primo dei quali è proiettato verso l’espansione internazionale che si articola in una serie di accordi, tra cui quello appena siglato con Thomson Reuters che rinnova la collaborazione tra le due agenzie per l’utilizzo e la commercializzazione dei prodotti multimediali.

Gianni Di Giovanni

Gianni Di Giovanni

Tre altre intese riguardano poi le maggiori agenzie stampa di Pakistan, Azerbaijan e Iran ma che, spiega Di Giovanni, “non sono semplici partnership, prevedendo invece l’individuazione di un giornalista in loco che lavora per Agi e che utilizza le facilities delle rispettive agenzie, trovando notizie per la nostra rete e offrendo a loro notizie italiane che possano interessare quel territorio”. A breve, preannuncia l’amministratore delegato, è previsto anche un accordo con Andes, la maggiore agenzia equadoregna, il che gli fa anche prevedere che “a fine anno saranno una cinquantina i corrispondenti Agi dislocati nelle varie aree di interesse geopolitico”.

Altro punto essenziale e particolarmente delicato è la messa a punto dei conti: “Per noi l’Agi deve avere un modulo di business che la renda autonoma e per questo abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare su molti fronti, dalla razionalizzazione delle sedi e dei collaboratori alla rinegoziazione dei contratti con i fornitori, un’operazione che ci ha permesso di recuperare un milione e mezzo di risorse”, dettaglia Di Giovanni.

Ultimo tassello ritenuto fondamentale all’interno della visione strategica del management di Agi riguarda l’intensificazione del progetto Club Italia, “la proposta di comunicazione e di informazione rivolta a quelle aziende che si muovono in zone dove noi possiamo offrire un pacchetto completo per chi voglia farsi conoscere e aumentare la propria reputazione”. Entro il 2015 Di Giovanni stima “una crescita di Club Italia tale da portare ad avere risorse da questo nuovo segmento pari a 2 milioni di euro”.

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