L’uomo che ha ebola.com

Le epidemie possono costituire un’opportunità di business unica. O almeno per Jon Schultz, un uomo d’affari che da anni compra domini sulle malattie più pericolose per poi rivenderli a prezzi stellari. Schultz possiede birdflu.com (l’aviaria), H1n1.com (la suina), ha un sito per la malattia mortale che si prende dalle zanzare, Chikungunya, e un altro per la febbre emorragica Marburg. E soprattutto ha ebola.com, acquistato nel 2008 per poco più di 10mila euro e ora in vendita a 150mila dollari (120mila euro).

A raccontare le discutibili idee imprenditoriali del ‘venditore di domini’ è stato Terrence McCoy sul Washington Post. “Non è quanto vale un dominio oggi, è quanto varrà domani”, ha spiegato Schultz in un’intervista. “Il nostro dominio, birdflu.com, varrà molto più di ebola.com. Lo stiamo curando per quel momento. Quel virus è trasmissibile per via aerea, mentre ebola non potrà diffondersi negli Stati Uniti allo stesso modo”.

Clicca qui per leggere l’articolo del Washington Post tradotto in italiano da Ilpost.it

Jon Schultz

Jon Schultz

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Fake News, meno del 50% delle persone verifica le fonti. I social principale veicolo di disinformazione

Fake News, meno del 50% delle persone verifica le fonti. I social principale veicolo di disinformazione

Snam, Alverà: piano da 7,4 mld di investimenti apre nuova fase; obiettivo sostenibilità economica, ambientale e sociale; 500 mln in digitalizzazione Snam, Alverà: piano da 7,4 mld di investimenti apre nuova fase; obiettivo sostenibilità economica, ambientale e sociale; 500 mln in digitalizzazione

Snam, Alverà: piano da 7,4 mld di investimenti apre nuova fase; obiettivo sostenibilità economica, ambientale e sociale; 500 mln in digitalizzazione

TOP100 Audiweb Week 9-15 novembre. Cresce l’audience delle news: Corriere sempre primo, salgono sul podio Fanpage e Messaggero

TOP100 Audiweb Week 9-15 novembre. Cresce l’audience delle news: Corriere sempre primo, salgono sul podio Fanpage e Messaggero