Come il giornalismo e i documentari possono convergere nel digitale? Se n’è parlato al Mit

I film documentari e il giornalismo sono, per molti versi, radicati nelle stesse tradizioni. Basta ricordare che i primissimi film erano semplici registrazioni della vita reale, come i treni in entrata nelle stazioni protagonisti dello storico ‘L’arrivée d’un train en gare de La Ciotat’.

Da lì in poi i due ambiti hanno avuto modo di toccarsi più volte: se da un lato, ad esempio, il lavoro di giornalisti come Edward R. Murrow ha contribuito a rivolgere l’attenzione documentaristica sui temi sociali, dall’altro diversi filmmaker degli anni Sessanta hanno basato i propri film su un forte senso giornalistico di obiettività e realismo.

Oggi i documentaristi stanno trovando negli editori di news gli interlocutori ideali, in particolare per quanto riguarda i prodotti interattivi come quelli mappati da Docubase. E, nel frattempo, le scuole di giornalismo offrono sempre più corsi incentrati sullo sviluppo di software e produzione multimediale.

Per esplorare ulteriormente questa convergenza, all’inizio di questo mese l’Open Documentary Lab del Mit e la MacArthur Foundation hanno ospitato un evento intitolato ‘The New Reality’ dove sono intervenuti giornali storici come il New York Times e il Guardian, giovani imprese come Vox e Storyful, rappresentanti del mondo dei documentari come Tribeca e Sundance e una serie di esperti di nuovi media, con l’obiettivo di esplorare le sinergie tra documentario interattivo e giornalismo digitale. Niemanlab.org fornisce una breve panoramica di ciò che è stato discusso durante l’incontro, di ciò che rimane irrisolto e degli argomenti che invece non sono stati affrontati. Clicca qui per leggere l’articolo.

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