Il gelato di Marianna Madia diventa un caso nazionale. Aperto un procedimento contro Signorini

Sessista, volgare e vergognoso: è partita dai social network la protesta contro il servizio pubblicato dal settimanale Chi che ritrae il ministro Marianna Madia in compagnia del marito mentre mangia un gelato. Il titolo, fortemente allusivo (‘Ci sa fare col gelato’), ha scatenato una tale bufera da portare all’immediato intervento del Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, che ha aperto un procedimento disciplinare contro il direttore del settimanale, Alfonso Signorini, per “palese violazione delle norme deontologiche sulla privacy e per fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale”.

Una censura per ‘sessimo’ arriva dall’Ordine del Lazio, che “giudica il linguaggio e le immagini utilizzate in aperto conflitto con le regole più elementari del fare informazione. Si tratta di una non notizia, un’operazione a sfondo sessista che lede la dignità delle donne e danneggia il lavoro quotidiano di tutti i giornalisti impegnati nell’informazione”. Anche le giornaliste dell’associazione Giulia annunciano un esposto: “E’ ora di dire basta alla pratica di screditare e attaccare le donne raffigurandole come oggetti sessuali”.

Alfonso Signorini (foto Olycom)

Alfonso Signorini (foto Olycom)

Dal canto suo Signorini si difende lanciando su Twitter l’hashtag #duepesieduemisure, sottolineando che “Chi oggi s’indigna per il titolo che ho fatto alle foto della Madia che mangia il cono gelato ha marciato per anni sul Calippo della Pascale”. E ancora: “Io aderisco a una scuola di pensiero secondo cui la malizia sta negli occhi di chi guarda e non di chi la fa. Accusare me di sessismo o di persecuzione a sfondo sessuale è assurdo”. Intervistato questa mattina da Maurizio Belpietro durante ‘La telefonata’ di Canale 5, Signorini rimane convinto della propria scelta: “Non mi sono pentito: nell’Italia che sprofonda nella crisi tutta la sinistra si preoccupa del gelato della Madia mi preoccupa”, dice. “Il doppio senso? Certo che ci ho marciato: rivendico il servizio che offro a chi legge, votato al divertimento, e quello era un servizio divertente”. E in merito al provvedimento dell’Odg, dice di non essere preoccupato: “Mi sanzionino pure. L’Ordine dovrebbe occuparsi di ben altre violazioni come le foto di bambini e di cadaveri, di quello dovrebbe indignarsi”.

Francesca Pascale (foto Olycom)

Francesca Pascale (foto Olycom)

La tanto citata Francesca Pascale, intervistata da Repubblica, critica però il direttore del settimanale commentando così l’episodio: “Signorini fa tante cose intelligenti. Quell’attacco allusivo non lo condivido. Se offende una donna, quella pagina, offende anche me. E’ chiaro che la foto del gelato, in sé, è innocente. Al limite può prestarsi a una risata da caserma. Ma certo, quel titolo, quella costruzione può apparire sgradevole. Offensiva, o solo brutta”.

Massimo Gramellini, nella sua rubrica quotidiana sulla Stampa, riflette sul paragone Pascale-Madia: “E’ tutto così stantio che anche la difesa del direttore Signorini assomiglia a un riflesso condizionato: perché non suscitarono altrettanto sdegno le immagini di Francesca Pascale, non ancora assurta agli altari di Arcore, eternata nell’atto di succhiare un Calippo a Telecafone?”, scrive Gramellini. “Ma perché lei armeggiava con il ghiacciolo a favore di telecamera, riferendosi volutamente a quella roba lì. Invece la Madia lecca un cono da due gusti senza alcuna volontà di lanciare messaggi alla nazione. Signorini si rassegni. La ricreazione è finita e ci tocca rientrare nelle classi diroccate e allagate: a studiare qualche modo per venirne fuori”.

Soldiarietà bipartisan a Marianna Madia arriva dal mondo della politica. “Molta strada c’è ancora da fare per il rispetto di genere”, scrive la presidente della Camera Laura Boldrini, mentre parla di “cattivo gusto senza limite” l’ex ministra per le Pari opportunità Barbara Pollastrini. Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, scrive su Twitter: “Immonde le foto e il titolo pubblicato da #Chi. Un vero rigurgito maschilista!”.

Pochi difendono Signorini; tra questi c’è Giuseppe Cruciani: “Quelli che hanno giocato per anni col calippo della Pascale sono indignati con Alfonso Signorini per il gelato della Madia. Che gente ridicola”. Francesco Borgonovo, in un servizio sulla copertina del Foglio di oggi, esordisce con un “E allora il povero Pupo? Sono più di trent’anni che gli fanno battutacce da caserma e pesanti allusioni sessuali. Che dovrebbe fare, rivolgersi al tribunale dell’Aia?”. E in merito al titolo incriminato dice: “Va bene, è una battuta grossolana, uno sghignazzo da osteria. Si poteva pure evitare. Ma se uno proprio volesse fare il sostenuto, liquiderebbe la faccenda con uno sbuffo e tornerebbe alle sue occupazioni. Putroppo, a quanto pare, le occupazioni serie in questo Paese mancano”.

Annalisa Chirico, in un articolo pubblicato sul Giornale dal titolo ‘Se la ministra è di sinistra paparazzarla è vietato’, scrive che “Saperci fare col gelato è un titolo di merito, saperne ridere ancor di più. Ci sono piuttosto altri argomenti su cui gli indignati speciali potrebbero cimentarsi con maggior successo. Voglio dire: il corpo martoriato di un morto è esibito cinicamente in ogni dove, al solo scopo di vendere qualche copia in più. E tutti tacciono, anzi sono conniventi”.

Ma c’è anche chi insinua il dubbio che dietro all’affaire ci sia un’operazione di marketing. “Il numero di Chi incriminato si apre infatti con un editoriale di Signorini sul suo nuovo libro; contiene sei pagine dedicate al libro con intervista allo stesso direttore”, si legge su Repubblica. “E l’improbabile difesa di Signorini arriva proprio durante una presentazione della sua ultima fatica letteraria”.

Marianna Madia (foto Olycom)

Marianna Madia (foto Olycom)

In tutto questo polverone come ha reagito la diretta interessata, Marianna Madia? “Ognuno è responsabile di quello che è e di quello che fa, io sono responsabile della Pa, Signorini come direttore di Chi è responsabile di quello che pubblica”, dice oggi il ministro nel corso di un videoforum su Repubblica Tv. E in merito al servizio di Chi aggiunge: “Credo che sia un fatto che si commenta da sé, ringrazio tutte e tutti dei commenti, penso non serva aggiungere il mio commento”.

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