Wpp fa discutere sul Sistema Italia. Il ceo Sorrell: “L’Italia è un’opportunità”

Due anni prima dall’elegante Villa Necchi era passata Susanna Camusso, leader della Cgil, ospite e conferenziere. Alla terza edizione del ‘Forum WPP – The European House Ambrosetti sulla Comunicazione’ in sottofondo, invece, stavolta, c’era il rumore degli elicotteri che monitoravano i manifestanti e gli effetti dello sciopero generale in corso a Milano. Il tema dell’incontro era quello  dell’attrattività del “Sistema Paese Italia”, nonché il ruolo strategico della reputazione e del valore del brand per il rilancio dei consumi e, ovviamente, quello delle azioni necessarie per ridurre il gap dell’Italia nei confronti della comunicazione digitale.

Massimo Costa, Country Manager WPP, ha introdotto i lavori ricordando come “in uno scenario economico sempre più competitivo e globale, la comunicazione ricopre un ruolo strategico fondamentale per il nostro Paese, perché supporta la competitività e l’innovazione delle imprese, stimola i consumi e valorizza l’attrattività dell’intero Sistema”.

Per superare il difficile momento le ricette suggerite dal Forum sono state quelle che portano ad una maggior intensità delle attività di comunicazione. Innanzitutto la comunicazione delle istituzioni. Perché  negli ultimi due anni gli investimenti esteri in Italia sono scesi notevolmente e recuperare queste risorse è fondamentale per la ripresa dell’economia.

In apertura di giornata, nel primo panel d’incontri, è intervenuto Paolo Ainio, Presidente di Banzai Group, che ha raccontato come sia cambiato il time budget e l’attrezzatura in device multimediali della famiglia italiana, alludendo a come sia inevitabile anche il drastico cambiamento dell’orientamento degli spender in tema d’investimento sui media. E poi hanno preso la parola anche Massimiliano Ventimiglia (CEO di H-Art), Franco Riva (Senior Banker Credit Agricole), Gad Lerner, Mauro Piloni (CEO di Whirlpool R&D), Christopher Prentice (Ambasciatore del Regno Unito Italia), Massimo Mucchetti (Senatore, Presidente della Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato), Roberto Maroni (Presidente Regione Lombardia), Sir Martin Sorrell (CEO di WPP), Marco Costaguta (Presidente di Long  Term Partner), Antonio Baravalle (Amministratore Delegato di Lavazza), Roberto Masi (Amministratore Delegato di McDonald’s Italia).

Martin Sorrell (foto Olycom)

Martin Sorrell (foto Olycom)

Attenzione massima, inevitabilmente, sull’intervento di Sorrell. Che citando una ricerca globale ha segnalato come nella percezione di molti Paesi significativi per il futuro del Belpaese, e specie tra i BRIC e i cosiddetti Next Eleven, fatti salvi alcuni valori chiave, la percezione dell’Italia non sia affatto esaltante, emergendo un vissuto d’incertezza e instabilità, tanti stereotipi negativi e l’immagine complessiva di ‘sirena seducente’. “Molti oggi pensano che l’Italia possa rappresentare un rischio nell’economia globale. Io sono invece convinto che l’Italia sia una opportunità” ha detto Sorrell.

Sir Martin però, legandosi all’attualità della cronaca di giornata, alludendo allo sciopero generale in atto e alle polemiche in corso, ha stigmatizzato: “La flessibilità del mercato del lavoro è un aspetto essenziale della competitività. Negli Usa quando abbiamo avuto una flessione seria legata alla crisi abbiamo portato a casa tutta la riorganizzazione in tre mesi e siamo tornati rapidamente a fare profitti. In Europa sarebbe stato impensabile…”. Secondo Sorrell per il Vecchio Continente e per tutti i player della comunicazioni non esistono alternative: bisogna guardare all’export e ai Paesi emergenti, al digitale, alla gestione dei big data.

Antonio Baravalle

Antonio Baravalle

Tra gli interventi di giornata, commentato nel post convegno ancora di più di quello del ceo di WPP, il discorso di Baravalle. Il manager di Lavazza ha criticato l’immagine della famiglia italiana delineata da Ainio, con tanti devices digitali e impegnata in fruizioni multitasking (“La realtà è che molte famiglie non arrivano alla famosa quarta settimana, è questo che deprime i consumi e gli investimenti in comunicazione”), e poi le semplificazioni dell’ambasciatore Prentice (che aveva parlato di osti e camerieri nel mondo come i migliori ambasciatori del Made in Italy) e infine la genericità di certi discorsi dei politici presenti (“da loro mi aspetterei soluzioni…” ha osservato). Memorabili anche l’equivoco di Mucchetti sul rendimento recente, tra il 2007 ed il 2014, del nostro mercato della pubblicità (in condizioni molto peggiori di quelle indicate da Mucchetti se considerata correttamente la quota dei big stranieri del digitale) e l’attacco portato dal parlamentare a Google e Facebook, player che a suo parere “eludono legalmente” le tasse nel nostro Paese. (E.B.)

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