In Francia Google chiude la disputa legale tra YouTube e Tf1. Agli autori il pieno controllo dei contenuti e il sistema di protezione (VIDEO)

TF1 e YouTube annunciano di aver raggiunto un accordo per mettere fine a una disputa legale che durava da diversi anni, legata alla presenza su YouTube di contenuti di TF1 caricati dagli utenti.

Nel quadro di questo accordo, YouTube ha ribadito l’impegno a fornire il suo sistema di protezione dei contenuti (Content ID) e di fornire ai titolari dei diritti il pieno controllo sul loro contenuto. Allo stesso tempo, YouTube e TF1 annunciano una partnership che prevede la creazione di canali e contenuti originali da parte di TF1 su YouTube. TF1 e YouTube sono soddisfatti di questa collaborazione, che apre nuove prospettive.

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Cos’è Content ID

Dal 2006 YouTube mette gratuitamente a disposizione dei partner Content ID, che consente di rivendicare la proprietà dei propri contenuti e di gestirli secondo tre modalità:
1. controllo dei video (monitoraggio dell’uso dei contenuti fatto da parte di utenti terzi)
2. monetizzazione attraverso la pubblicità (anche dei contenuti caricati dagli utenti, quindi attraverso la pubblicità è il detentore dei diritti che ne trae un guadagno)
3. blocco dei contenuti utilizzati senza autorizzazione affinché non compaiano su YT.
Content ID in numeri
Oltre 60 milioni di dollari di investimento da parte di YouTube per sviluppare lo strumento; a disposizione dei partner gratuitamente
+5.000 partner nel mondo che usano Content ID, tra cui emittenti televisive, studi cinematografici, case discografice e club sportivi
oltre 1 miliardo di dollari redistruibuito ai partner che hanno scelto di monetizzare i contenuti su YouTube
Content ID in Italia
In Italia sono alcune centinaia i partner che utilizzano Content ID. Tra gli altri: La7, Fox Channels Italy (Gruppo NewsCorp), RAI, Panini, De Agostini, ma anche case discografiche quali ad esempio Sugar, cinematografiche come Filmauro e club calcistici quali il Milan.
Le opinioni di alcuni dei partner italiani di YouTube su Content ID

Luigi De Laurentiis, Filmauro, Aprile 2013
“Che YouTube sia pieno di film interi è una notizia già nota a tutti, che invece i produttori possano far valere i propri diritti in rete non è una notizia che ancora circola, purtroppo. Nel convegno tenutosi all’Anica ho esposto una realtà che pochi conoscono, quello di accordarsi con YouTube per salvaguardare i diritti d’autore sui film, spezzoni e clip che vengono caricati in rete.”.

Marco Ghigliani, Direttore Generale di Telecom Italia Media in merito all’accordo fatto da La7 con YouTube – Prima Comunicazione, luglio – agosto 2011
“La fruizione dei contenuti sul web è assolutamente complementare rispetto a quella della televisione tradizionale. E questo vale anche per YouTube. L’offerta tramite i nostri siti istituzionali non è cannibalizzata dal videoportale di Google: sono pubblici diversi quelli che accedono alle diverse offerte. C’è una sovrapposizione minima, solo del 3% dei visitatori. Il 75% degli utenti on line arrivano dai canali del circuito La7, il 25% da YouTube, precisano i dati Nielsen. In sostanza YouTube ci ha portato nuovi utenti”.
“Uno dei vantaggi dell’accordo con YouTube”, afferma il direttore generale di Ti Media, “è che ci consente di condividere i ricavi pubblicitari non solo sui contenuti presenti nel nostro canale su YouTube, ma anche sui video caricati autonomamente dagli utenti che riprendono contenuti di La7”.
Alessandro Tucci di Fox Channels Italy, La Repubblica, 12 novembre 2009
“YouTube ci garantisce una visibilità e un controllo che non ha eguali sul web e rappresenta una novità assoluta ed estremamente positiva per tutto il settore dell’intrattenimento” –
Filippo Sugar, Sole 24 Ore, 24 settembre 2010
«Nell’ultimo anno fiscale il fatturato digitale di Sugar è cresciuto del 30%–spiega Filippo Sugar, presidente della Spa di famiglia – e contiamo che l’accordo con YouTube possa portarci un ulteriore aumento del 30% dei ricavi della musica digitale, tra i suoi effetti diretti (revenue sharing, appunto) e quelli indotti dal maggior uso promozionale che faremmo della piattaforma, quindi aumento di downloading attraverso link quali i Tunes o Amazon.”

Susan Wojcicki ceo di Youtube (foto Ibitimes)

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